Amministrative, Riccardo Pellegrino: "La moneta complementare per rilanciare l'economia catanese"


 
 
 

CATANIA – “Una moneta per risparmiare risorse fondamentali per l’ente Comune, per rilanciare il commercio di prossimità e l’economia cittadina e per aiutare oltre 10.000 famiglie in stato di povertà assoluta”. Lo ha dichiarato oggi il candidato sindaco di “Un cuore per Catania” Riccardo Pellegrino nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare il funzionamento della moneta complementare, uno dei punti cardine del suo programma elettorale. Al suo fianco Giuseppe Pizzino, segretario di Progetto Sicilia e Mario Di Mauro, presidente del Movimento Terra e Liberazione.

“Un progetto ambizioso quello del Grano dell’Etna, che prende spunto proprio dall’idea nata con Progetto Sicilia: rendere i rifiuti non più un costo, ma una risorsa”, ha spiegato Pizzino prima di illustrare, dati alla mano, come questo sia realizzabile sul territorio del Comune di Catania.

“A fronte di 85 milioni di euro annui  – ha proseguito Pizzino – che il Comune spende per gestire il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti l’Amministrazione incassa dalla TARI solo 50 milioni circa. Se consideriamo poi i 35 milioni di euro annui derivati dalla non riscossione dell’imposta che vanno a rimpinguare i residui attivi, le sanzioni comminate al Comune per il mancato raggiungimento della soglia del 65% di raccolta differenziata e i costi per lo smaltimento in discarica  e l’export dell’RSU in eccesso, raggiungiamo i 130 milioni di euro di spesa. Che lievitano fino a 180 milioni se consideriamo il mancato ricavo dato dalla vendita della differenziata a libero mercato”.

 Come il ‘nodo’ rifiuti si collega alla moneta complementare?

“Una gestione virtuosa della differenziata – ha evidenziato Pellegrino – permetterebbe di trasformare sia i residui attivi che i 180 milioni di costo in risorsa: da una parte potremmo garantire a oltre 10.000 famiglie in stato di assoluta povertà un reddito sociale di 10.000 euro annui da accreditare in Grano dell’Etna. Ma avremmo anche la possibilità di rimborsare al cittadino virtuoso parte della Tari”.

Questo immetterebbe nel circuito locale liquidità che non si fermerebbe nei conti corrente: la moneta comunale, non generando interessi, è una moneta che va spesa.

Dove?

“Negli esercizio commerciali, presso artigiani, professionisti e aziende private che a loro volta potrebbero utilizzarli per il pagamento dei tributi comunali o per pagamenti verso terzi. Così facendo, nel territorio comunale sarà immessa maggiore liquidità per un totale di circa 270 milioni di euro, a costo zero per il Comune di Catania”, ha concluso Pizzino.

“Con questo sistema virtuoso di economia circolare – ha aggiunto Pellegrino – canalizzato attraverso il Grano dell’Etna, sarà possibile risolvere il problema rifiuti, accreditare il Reddito sociale a diecimila famiglie in stato di povertà assoluta, stimolare la creazione di 8.000 nuovi posti di lavoro, ridurre il costo della gestione dei RSU a 100 euro per famiglia, incassare i residui attivi, senza pesare sulle già disastrate casse comunali e nelle tasche dei cittadini, a costo zero per tutta la comunità”.

Da parte sua Mario Di Mauro, ha avuto parole di apprezzamento nei confronti del candidato sindaco di “Un cuore per Catania”, sottolineando che “la scelta di puntare sulla moneta complementare è una scelta coraggiosa”. “Riccardo Pellegrino – ha concluso Di Mauro – non vive chiuso in una segreteria politica, ma sta quotidianamente in strada tra la gente: il suo programma è una risposta concreta ai bisogni dei catanesi”.

Nella foto, da sinistra: Giuseppe Pizzino, Riccardo Pellegrino e Mario Di Mauro.

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