Regione, Ipab al collasso e Giunta assente

maggio 26, 2018

PALERMO – Il M5s è a fianco dei lavoratori delle Ipab da mesi senza stipendio che hanno manifestato a Palermo davanti a Palazzo d’Orleans per chiedere un incontro con il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, sulla condizione debitoria degli Istituti, molti dei quali in gravi difficoltà finanziarie. Nei giorni scorsi, anche il personale in servizio nelle Opere Pie ha protestato, davanti ai locali dell’assessorato regionale al Lavoro,  per chiedere risposte sul loro futuro occupazionale. Per il M5S “occorre immediatamente un intervento, l’inerzia del Governo regionale e degli assessorati competenti in materia è intollerabile e per questo chiede la convocazione di una seduta speciale del Parlamento siciliano sul tema”.

 “Già nella scorsa legislatura – dice la deputata regionale del M5S Angela Foti – ho elaborato un disegno di legge di riforma delle Ipab, che la Sicilia attende da 18 anni. Occorre una riorganizzazione strutturale del sistema. Il precedente esecutivo è rimasto sordo alle istanze di malati e lavoratori, mentre l’attuale governo, guidato da Musumeci, naviga a vista, pur annunciando periodicamente una riforma di cui non si è vista l’ombra, ma ignorando di fatto le istanze di malati e di migliaia di lavoratori assunto a tempo indeterminato senza stipendio, con gli enti indebitati e prossimi al collasso”. “Prova ne sia – aggiunge la deputata – che la Finanziaria regionale, varata un mese fa dal Parlamento, non  prevede risorse neppure lontanamente sufficienti per gli enti. Per non parlare dei lavori nelle commissioni di merito dell’Ars, dove si è arenata la trattazione del ddl di riforma. Chiediamo – conclude Foti – al presidente dell’Ars la convocazione immediata, già la prossima settimana, di una seduta speciale dell’Aula per discutere e affrontare una vertenza che rischia di diventare esplosiva e al Governo regionale di riferire davanti al Parlamento sulle iniziative che intende mettere in campo a tutela di due diritti fondamentali: quello al lavoro e quello alla cura e all’assistenza finora negati ai siciliani”.

 

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