Arresto Montante, Fava: “Lasci tutte le cariche”

maggio 14, 2018

Nell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex presidente di Sicindustria Antonello Montante vi sarebbero complessivamente 22 indagati, alcuni dei quali non raggiunti da alcun provvedimento, accusati di aver fatto parte della catena delle fughe di notizie. Tra di loro l’ex presidente del Senato Renato Schifani; l’ex generale Arturo Esposito, ex direttore del servizio segreto civile (Aisi); Andrea Cavacece, capo reparto dell’Aisi; Andrea Grassi, ex dirigente della prima divisione del Servizio centrale operativo della polizia.

“Dopo l’arresto con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e di aver spiato l’attività della Magistratura (accusa che si somma a quella di concorso in associazione mafiosa, per cui è tutt’ora indagato) è scandaloso che l’ex presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante conservi intatte le proprie cariche: presidente della Camera di commercio di Caltanissetta e presidente di Retimpresa, una consociata di Confindustria nazionale”, dichiara Claudio Fava, deputato regionale del movimento Cento Passi.

“A lungo protetto dall’ex presidente della Regione Crocetta e dall’ex senatore Lumia, chi consente ancora oggi – si chiede Fava – al signor Montante di ricoprire quegli incarichi nonostante da due anni sia indagato per reati di mafia? Quale sistema deviato di potere è stato costruito negli anni attorno a questo imprenditore? Quanti altri protettori occulti e palesi, dentro e fuori le istituzioni, hanno protetto la sua carriera?”. “In attesa di una risposta – conclude il deputato regionale di #CentoPassi – chiediamo agli organi preposti, nonché al presidente nazionale Confindustria Boccia e al presidente della Regione Musumeci, di adottare i provvedimenti urgenti ed opportuni affinché Montante venga sollevato immediatamente dalle sue funzioni. Se ad accuse così gravi e circostanziate non segue un atto di autotutela delle istituzioni, rischia di prevalere il senso tragico e ridicolo dell’impunita’ personale”. “Nessuno, di fronte al decoro delle Istituzioni – conclude Fava – può essere considerato per così tanto tempo un intoccabile”.

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