Belpasso, la città risorta dalle sue ceneri

maggio 18, 2019

BELPASSO – “Malpasso, Fenicia Moncada, Belpasso: tre città per una comunità” è il tema dell’interessante convegno di studi che si è tenuto nei giorni scorsi nell’Aula consiliare del Comune, su iniziativa dell’Amministrazione cittadina, inserita nelle celebrazioni per il 350° anniversario della catastrofica eruzione dell’Etna. “Con questo e con gli altri incontri culturali vogliamo celebrare la ricostruzione della nostra città, non la distruzione – ha dichiarato il sindaco Daniele Motta -. Eruzioni e terremoti hanno forgiato  un popolo tenace, radicato nel proprio territorio, capace di risorgere dopo terribili eventi naturali, proprio come la mitica fenice. Ringrazio il nostro dirigente Gianni De Luca per la passione e la competenza con la quale affronta i temi della storia cittadina. In una società caratterizzata da post frenetici e social, dove ieri è già passato remoto, ricordare e trattare le rinascite di Belpasso è un’azione meritoria”.

E proprio Gianni De Luca, dirigente del settore Cultura, ha presentato e moderato il convegno di studi, soffermandosi sulla particolarità delle tre città che hanno accolto la comunità locale in appena un quarto di secolo: Malpasso, distrutta dall’eruzione del 1669, Fenicia Moncada costruita subito dopo e poi distrutta dal terremoto del 1693 e, quindi, l’attuale Belpasso, la cui struttura urbanistica a scacchiera è ancora perfettamente leggibile. L’assessore alla Cultura, Tony Di Mauro, ha ricordato come i primi documenti che attestano la nascita di Malpasso sono del 1636, quasi vennero divise le terre di Paternò, e poi l’Atto di costituzione di Fenicia Moncada del maggio del 1669, a pochissimi mesi dal passaggio della colata lavica, su iniziativa del cardinale Moncada e del principe Stefano Riggio. L’architetto Armando Antista ha trattato il tema “iter progettuale e modalità insediative nella ricostruzione post terremoto: la fondazione di Belpasso”, con particolare riferimento agli elementi urbanistici in comune con altre città ricostruite o costruite nel post  terremoto. L’ingegnere Corrado Fianchino, dell’Università di Catania, invece, ha sviluppato il tema degli impianti di lottizzazione post terremoto a Fenicia Moncada, modello tecnico per la Sicilia. Ha concluso i lavori un intervento della laureanda in lettere Alessia Asero, che sta approfondendo le origini di Belpasso nella sua tesi universitaria.

2 Comments

  1. Turi Sapienza

    maggio 19, 2019 at 3:29 pm

    Adesso che a Belpasso la vostra testata e` diventata di casa , mi rende felice l’occasione che finalmente saprete motivarmi il perche` anticamente veniva chiamato ” MALUPASSU “. Molti vecchi abitanti del ridente paesino etneo , riferiscono che tale appellativo derivava dal perche`, il mafioso ” PULVIRENTI U MAPPASSOTU , imperava a suo piacimento dettando leggi e barzelli da pagare . Una idea mi vibra dentro il cervello : che esiste una certa parentela !!!!!!!!!!!!

  2. direttore

    maggio 19, 2019 at 10:19 pm

    Si chiamò Malpasso nel Seicento, prima dell’eruzione del 1669. Probabilmente dal significato di “passo, cioè luogo, delle mele”, coltivazione che pare fosse fiorente in quel periodo. Non conosco le parentele del noto boss che ha un nome molto frequente.

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