Belpasso, la Tredicina di Santa Lucia

Belpasso, la Tredicina di Santa Lucia

Belpasso si prepara ai festeggiamenti in onore di Santa Lucia con un appuntamento atteso da tutta la comunità belpassese, la Tredicina.

Fortezza inespugnabile d’amore. Fa che la guerra ognor resti lontana…”, con questa evocazione possiamo comprendere quanto sia attuale questa preghiera. Si tratta di un’antica forma devozionale costituita da tredici invocazioni, il cui numero rimanda al giorno della festa della Santa. Tredici, inoltre, sono i giorni di preparazione ai festeggiamenti ufficiali che vanno dal 30 novembre al 12 dicembre. È una tradizione che porta in sé una luce interiore che vince l’oscurità, che sconfigge le tenebre e libera i cuori contaminati. È una invocazione che scalda e che rassicura i tanti devoti che da sempre affidano a Santa Lucia le proprie speranze.

La Tredicina è la preghiera che veniva invocata dai cittadini, per essere protetti e guarire dalle malattie, ma ci riporta inevitabilmente indietro nel tempo: quando i contadini alle cinque del mattino, prima di recarsi ai campi, porgevano la loro devozione alla Santa affidandole ogni speranza.

«I nostri padri vivevano in  una società agricola – ci racconta Padre Nunzio Mauro Chirieleisonche non consentiva loro facili spostamenti anche per motivi lavorativi. Questa tradizione, pertanto, è stata tramandata fino ai giorni nostri. Sono giorni di grande preparazione spirituale, con la celebrazione alle 5.30 del mattino nella Chiesa Madre Collegiata Maria SS. Immacolata: la Messa, la comunione, celebrare la riconciliazione e l’ascolto della Parola, lo stare in preghiera con gli altri sono tipiche preparazioni alla festa cristiana che prima di essere tradizione è evento che aiuta la parte più bella della nostra persona, lo spirito a ricaricarsi e unirsi con Cristo Gesù per vivere con rinnovato entusiasmo i giorni di Santa Lucia.

Ogni anno viene invitato un sacerdote esterno, che con l’aiuto dello Spirito Santo, nelle sue parole dona ai fedeli la possibilità di crescere nella fede e nell’annuncio del Vangelo. Quest’anno sarà don Giuseppe La Giusa direttore dell’ufficio liturgico della diocesi di Nicosia e cappellano all’Ospedale di Leonforte, a essere strumento nelle mani di Dio.

Il tempo, come in tutte le cose, accresce o mortifica ciò che viene pensato per il bene del cuore dell’uomo, forse c’è bisogno – ancora oggi – di ravvivare e incoraggiare alla partecipazione a questo forte momento delle tredici mattine in preparazione alla festa».

Dal 30 novembre in poi questa tradizione ci invita a un momento di raccoglimento e preparazione verso quella Luce che tanto aspettiamo.

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