Bimbi travolti dal Suv: dolore, rabbia, preghiere per Alessio e Simone

luglio 13, 2019

VITTORIA – Sono davvero drammatiche le condizioni di Simone, il bambino travolto da un Suv mentre si trovava davanti casa a Vittoria, dove è morto il cuginetto Alessio. Il piccolo ha perso le gambe, quasi del tutto tranciate nel terribile impatto, è ricoverato prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina dove è stato trasferito.

“La situazione nella sua drammatica gravità si è mantenuta stabile” ha spiegato il direttore sanitario del Policlinico, Antonino Levita. “È stato avviato un un percorso assistenziale per questo tipo di pazienti, abbiamo cercato di dare sostegno famiglia anche dal punto di vista psicologico, la situazione resta grave e la prognosi è riservata”.

Il Suv è piombato su Alessio e sul cuginetto davanti agli occhi dei genitori affacciati dalla palazzina di Vittoria, del tutto impotenti. “L’abbiamo visto piombare con l’auto e ce lo ha portato via. L’ho visto morire, non ho potuto fare nulla”, dice distrutto nella camera mortuaria, il padre della piccola vittima, Alessandro D’Antonio. “Mio figlio era un bambino felice e pieno di passioni aggiunge. Non perdono l’assassino, deve restare per sempre in galera. “Volevo chiamare i soccorsi, cercavo un telefonino e l’ho strappato dalle mani di un uomo che passava, solo dopo ho saputo che era l’assassino di mio figlio”, racconta in lacrime la madre.

Rosario Greco, è stato arrestato per omicidio stradale.Di lui gli investigatori della Squadra mobile, dicono che ha “un’indole aggressiva”, come dimostrerebbe il ritrovamento nell’auto di un manganello telescopico e di una mazza da baseball.

Era stato arrestato già nel 2012 a seguito delle indagini scaturite nell’ambito dell’omicidio Nigito a Vittoria, l’uomo  venne poi assolto insieme ad altre persone con l’accusa di favoreggiamento personale. Suo padre è ritenuto il re degli imballaggi a Vittoria. A fine gennaio era scattato il sequestro da 35 milioni, a carico di Emanuele ‘Elio’ Greco, già rinviato a giudizio per la sua partecipazione, dal 2012 al 2017, al clan Rinzivillo attivo nelle provincie di Caltanissetta e Ragusa.

Pur non essendo mai stato condannato per 416 bis, l’uomo è accusato di avere acquisito, grazie all’alleanza con personaggi di spicco della Stidda – clan Carbonaro- Dominante – , il controllo del mercato degli imballaggi destinati alle produzioni ortofrutticole di Vittoria. Il profilo di pericolosità sociale di Greco, per gli inquirenti, si fonda su più condanne riportate negli anni ’90 quando, insieme a complici, aveva costituito un gruppo armato specializzato in assalti a banche, portavalori e gioiellerie.

Negli anni Duemila, la sua partecipazione all’associazione mafiosa – peraltro messa in evidenza da più collaboratori di giustizia – si è manifestata attraverso le nuove vesti di amministratore di realtà imprenditoriali, intento a spartirsi il mercato degli imballaggi del mercato di Vittoria stringendo affari con altri criminali attivi sul territorio. Un «cartello mafioso» avrebbe determinato, secondo chi indaga, un monopolio nel settore.

Tra i tre denunciati a piede libero, Angelo Ventura, figlio di Giombattista Ventura: al momento è imputato in un processo scaturito dall’operazione ‘Survivors’ condotta dalla Dda di Catania con il supporto investigativo di polizia, Squadra Mobile e dei carabinieri che permise – secondo l’accusa – di accertare l’esistenza di un gruppo criminale riferibile alla stidda vittoriese. Le accuse vanno dalla associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata alle estorsioni, alla intestazione fittizia di beni. Ha diversi precedenti. Nella macchina anche Alfredo Sortino, che ha precedenti per droga, e Rosario Fiore.

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