Blitz al "supermarket" della droga: 36 arresti a Librino. Anche un bambino tra gli spacciatori

CATANIA – Anche un bimbo di sei anni veniva utilizzato per lo spaccio di droga dall’organizzazione sgominata stamane dai Carabinieri che hanno arrestato 36 persone per smercio di cocaina e marijuana nel rione di Librino.

Operazione Chilometri zero

Uno dei particolari atroce reso noti durante la conferenza stampa dell’operazione, denominata “Chilometri zero”, alla quale ha preso parte, tra gli altri, il procuratore della Repubblica Carmelo Zuccaro. 

“Un vero e proprio dramma sociale”, dichiara Raffaele Covetti, comandante dell’Arma di Catania, poiché in uno dei filmati si nota un bambino di sei anni partecipare allo spaccio. Si tratta del figlio della compagna di uno dei pusher finiti in manette. “A lui forse sembrava un gioco”, dice uno degli investigatori.

“A questo bambino è stato sottratto il futuro”, continuano gli investigatori. Il bambino infatti, veniva utilizzato durante la fase di spaccio con diverse modalità. Gli investigatori hanno sottolineato che si cercherà di “recuperare al più presto” il minorenne. I militari hanno al setaccio un intero agglomerato della periferia sud della città, il quartiere Librino, considerato il più redditizio ‘supermarket’ della droga, a conclusione una imponente e complessa attività investigativa che ha portato all’emissione di un provvedimento di custodia cautelare in carcere nei confronti di 36 indagati.

L’operazione denominata km 0 perché la piazza di spaccio sorgeva proprio sotto casa di Rosario Lombardo, in viale Biagio Pecorino, ed ha permesso di ricostruire l’intera filiera dello spaccio e la struttura organizzativa a forma piramidale del gruppo criminale.

Traffico di cocaina e marijuana per conto di Cosa nostra

Azzerato, quindi, il gruppo di spaccio gestito dall’uomo d’onore Rosario Lombardo – condannato con sentenza definitiva già nei precedenti processi denominati Stella Polare e Ghost – e affiliato ed ex reggente del clan Santapaola. Fino a luglio scorso, invece tra i responsabili c’era anche Saro U Rossu coinvolto nel blitz Carthago 2.
Le indagini, sono state blindate anche dalle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia: Salvatore Bonanno, ex esattore del pizzo per conto di Francesco Coluccio Santapaola, e da Angelo Bombace, ex soldato dei Nizza, quest’ultimo ha raccontato che fino al 2015 erano proprio i Nizza a rifornire di cocaina la piazza di spaccio. Inoltre, i Carabinieri sono riusciti a determinare gli stipendi: 100 euro di media al giorno per gli spacciatori, oscillano dai 50 ai 70 euro per le vedette.

Oltre 200 cessioni al giorni, è quello che hanno registrato i Carabinieri:  vedette attrezzate e munite persino di radiotrasmittenti, cinturano la zona di smercio di cocaina e marijuana e pusher con mansioni di vendita al minuto.
Turni che iniziavano la mattina all’alba e duravano l’intero arco della giornata. Chiusura prevista solitamente per le 2 di notte. Il custode aveva il compito e la responsabilità di gestire le “scorte” e rifornire lo spacciatore attenendosi alle sue richieste. Il passaggio da un piano all’altro del palazzo per consegnare la merce avveniva attraverso una corda. Un percorso senza possibilità di ritorno: nessuno poteva tornare indietro, rifarsi una vita lontano da quelle dinamiche. Nessuno. “Da una conversazione si evince come una persona volesse magari poi rifarsi una vita dopo il carcere, ma qualcuno lo avvisava che questo era impossibile perché poi non avrebbe più preso lo stipendio”, ha dichiarato il pm Rocco Liguori durante la conferenza.

Gli arrestati:

Ivan Battaglia, di 25 anni; Giuseppe Brigante, di 23; Giovanni Coco, di 23; Giuseppe D’Agata, di 23; Concetto Fazio, di 42; Vito Guardali, di 24; Danilo Alessandro Giammona, di 27; Gaetano Lanzanò, di 26; Giuseppe Marsengo, di 39; Italo Carmelo Marsengo, di 41; Francesco Meo, di 46; Carmelo Nicotra, di 26; Giovanni Palazzolo, di 22; Roberto Savasta, di 31; Francesco Strano, di 20; Cristian Strazzeri, di 26; Gabriele Agatino Strazzeri, di 22; Gianluca Torrisi, di 21, e Francesco Zuccaro, di 30.

Agli arresti domiciliari:

B.S, di 21; Salvatore Celso, di 23; Cristian Castagna, di 22; Antonio Di Mauro, di 21; G.M, di 21; Carmelo Giaquinta, di  39; Antonino Marsengo, di 20; Lorenzo Marsengo, di 23; Giuseppe Pulvirenti, di 39; Giada Salerno, di 21.

I provvedimenti restrittivi sono stati notificati in carcere a: Carlo Burrello, di 24; Fernando Giarratano, di 23; Daniele Maggiore, di 39; Giuseppe Messina, di 20; Gioacchino Strano junior, di 22; Gioacchino Strano, di 23; Salvatore Ternullo, di 24 anni.

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