Calcio Catania, contro la Paganese si dovrà battere la paura di vincere


 
 
Daniele Lo Porto

CATANIA – Il pareggio interno del Lecce, ieri sera, aumenta la rabbia e l’amarezza per la quasi sconfitta, chiamiamola così, più che pareggio, a Bisceglie mercoledì pomeriggio.  Domani mister Lucarelli, alle 14,30, sarà in sala stampa: si tornerà sulla partita, sulle decisione dalla panchina,, sulla  disattenzione nei minuti finali, com’è successo già altre volte, la paura di vincere e, non per ultima, la serie di errori arbitrali che ha inciso sul risultato. Pietro Lo Monaco infuriato riversa proprio e solo sul direttore di gara le responsabilità dell’1-1 di Bisceglie, un pareggio che – a conti fatti – vale quanto una sconfitta, sul piano pratico, anche se su quello morale gli etnei possono dire di aver fatto la partita. L’amministratore delegato del Catania non lascia spazio alla critica nè all’autocritica, ma siamo sicuro che nel lungo viaggio di ritorno che ieri ha riportato il gruppo rossazzurro dalla Puglia a Torre del grifo c’è stata l’occasione per riguardare l’andamento della partita, comprese le scelte del tecnico Cristiano Lucarelli. I cambi, a metà ripresa, con il risultato di vantaggio che bisognava cercare di incrementare e non solo gestire, hanno visibilmente abbassato il baricentro della squadra etnea e dato, forse neanche tanto inconsapevolmente, campo e fiducia agli avversari, protagonisti di una prestazione garibaldina, per nulla tattica, disputata per vincere, tanto da andare più volte in zona gol.

“Due gol, uno regolarissimo annullato; un palo un calcio di rigore inesistente fischiato contro, due netti a nostro favore sui quali l’arbitro non è intervenuto, un calcio di punizione letteralmente inventato che ha portato al pareggio del Bisceglie”, così un rabbioso Lo Monaco ha riassunto l’ultima sfortunata trasferta del Catania. E per Lucarelli una sottolineatura che serve a metterlo al riparo dalle accuse di difensivismo autolesionistico: “Nei minuti finali era normale abbassarsi un po’, è nella logica delle cose. Noi la partita l’avevamo stra-dominata e già chiusa, poi l’ha riaperta l’arbitro incappato in una giornata nera”, aggiunge Lo Monaco.

Il pareggio, il sesto in campionato, il terzo in trasferta, adesso riapre la lotta per il secondo posto, dato che Catania e Trapani sono gomito a gomito, con i granata protagonisti di una importante rimonta. Secondo posto che vale molto, perché consente di evitare i primi due turni dei play off, quelli ad eliminazione diretta, e di accedere ai quarti, con il diritto di disputare in casa la prima partita. Insomma, il piazzamento d’onore non è poca cosa e diventa la nuova motivazione dei rossazzurri per stringere i denti da qui alla fine del girone di ritorno, anche se la consapevolezza di aver perduto ormai la corsa per il primo posto sta inevitabilmente per essere metabolizzata, nonostante la società ribadisce che “non si molla di un centimetro fino all’ultimo secondo dell’ultima partita”. Ma questa squadra, che resta comunque una grande squadra, ha mostrato in più occasioni la paura di vincere, più di quella di perdere. Senza andare lontano basta ripensare ai minuti di panico collettivo di domenica scorsa, dopo che la Reggina aveva riaperto la partita con la rete del 2-1. Ora, in vista della partita contro la Paganese, domenica alle 14,30 al Massimino, sarà importante continuare a lavorare sul piano mentale, piuttosto che su quello tattico. Oggi, intanto, si riprende la preparazione a Torre del grifo, dopo l’allenamento defaticante svolto ieri mattina a Corato, prima di rientrare in sede.

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