Tutti insieme per uscire dalla crisi

Daniele Lo Porto

CATANIA –  Tutto è sotto controllo. Anche la momentanea crisi della squadra. Pietro Lo Monaco getta acqua sul fuoco delle polemiche e semina germogli di serenità. La nottata deve finire, insomma. Tre sconfitte di fila non si ricordano da tempo e questo Catania c’è riuscito, finendo in caduta libera dal sesto al dodicesimo posto, ma nulla è compromesso per il dirigente di ferro: “Il settimo posto è ad appena quattro punti e le posizioni valide per i play off sono undici e non dieci. Tutte le squadre hanno attraversato un periodo di crisi, anche quelle di testa, quindi non lasciamo spazio al disfattismo. A Pagani abbiamo perso a causa della paura di perdere. Due gol su calcio d’angolo non li prendono neanche i bambini, soprattutto dopo aver sprecato almeno due-tre occasioni per noi limpidissime”, spiega Lo Monaco.

Ma la “squadra” in quanto tale, unità e compatta, un concreto progetto tattico, ammette il dirigente etneo, non c’è mai stata, tanto meno ora che gli ingranaggi da andamento lento di Pino Rigoli sono stati sabotati da Mario Petrone che, improvvisamente come è arrivato, improvvisamente se n’è andato, sconvolgendo identità dei singoli e del gruppo. Insomma, Giovanni Pulvirenti – che resterà fino a fine stagione, altro che improponibile ritorni – deve lavorare più sulla testa che sui piedi dei calciatori, che comunque a Pagani non  hanno fatto malissimo ed hanno mostrato una migliore condizioni atleta, buon segnale in vista dello sprint finale delle ultime giornate. “Ribadisco: l’importante è entrare nei play off, una posizione vale l’altra perché da sempre sono un campionato a sé. L’importante è arrivarci con la condizione e la concentrazione giusta”, ha sottolineato Lo Monaco.

E se l’aspetto sportivo è importante,  non è certo secondario quello economico, tutt’altro. “Stiamo giocando due campionati: quello calcistico e quello dei conti. Abbiamo una gestione corrente ordinata e regolare. Stipendi pagati puntualmente, nessun rischio di punti di penalizzazione. Stiamo anche smaltendo una situazione debitoria pesantissima: 20 milioni di euro, ma il più è fatto. Nei prossimi giorni affronterà il “caso Rinaudo” con lo Sporting di Lisbona, è forse la grana più difficile”, ha dichiarato Lo Monaco. In assenza di tecnico e calciatori, lasciati in quarantena per concentrarsi sulla partita, si affronta anche la prossima partita contro il Foggia, capolista, squadra compatta tatticamente e di carattere forte, che sta andando come un treno. Il Catania che vacilla come canna al vento sembrerebbe la vittima predestinata, ma non deve essere così. “E’ l’occasione per ripartire, per accantonare le negatività che si sono susseguite e riavvicinare tutti alla squadra, perché è stata la squadra che non ha saputo essere all’altezza della passione dei tifosi. Bisogna ripristinare subito la legge del Massimino, che è il terreno sul quale abbiamo costruito gli anni migliori della nostra storia recente. Il Massimino come dodicesimo uomo in campo, non come dodicesimo giudice pronto a condannare”, ha concluso Lo Monaco.

Il Catania ha svolto ieri una doppia seduta d’allenamento, a Torre del Grifo, in vista della sfida al Foggia, in programma domenica alle 14.30 al “Massimino”. In mattinata, Biagianti e compagni si sono dedicati ad un lavoro atletico in palestra ed in campo, seguito da esercitazioni tecnico-tattiche ad alta intensità. Nel pomeriggio, conclusa una sessione di cura del possesso palla, suddivisione in due gruppi: per il primo, partita a tema agli ordini di mister Pulvirenti; per il secondo, combinazioni offensive e conclusioni in porta programmate dall’allenatore in seconda Orazio Russo. In chiusura, per tutti i calciatori a disposizione, lavoro a pressione e partitella. Stefan Djordjevic si è allenato regolarmente con i compagni. Programmi individualizzati in base alle tabelle di recupero per Baldanzeddu, De Rossi e Di Cecco. Oggi, in calendario un allenamento pomeridiano.
Dal Giornale di Sicilia

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