Calcio Catania: silenzio, parla Lo Monaco

giugno 22, 2018

 

 

 

 

 

 

Daniele Lo Porto

CATANIA – Due settimane per smaltire rabbia e delusione, per stilare il bilancio consuntivo della stagione appena conclusa, ma – soprattutto – cominciare a organizzare il prossimo campionato perché per il raduno a Torre del grifo, manca ormai, un mese, giorno più giorno meno.

L’amministratore delegato Pietro Lo Monaco tornerà oggi pomeriggio in sala stampa, l’ultima sua presenza risale alla vigilia della gara di ritorno con il Siena, finita come tutti i catanesi sanno. Allora sembrava aver messo le mani avanti (“…abbiamo comunque fatto un campionato eccezionale…”) aveva detto, consapevole, però, che i record sono belli da inserire dell’archivio, ma senza la promozione sono l’equivalente delle chiacchere che non riempiono la pancia, compito affidato ai maccheroni. I maccheroni che, purtroppo, sono mancati nel pranzo finale a Torre del grifo. La squadra ha fatto tanto, tra errori arbitrali ed errori propri, ma non ha fatto tutto.

L’Operazione Serie B, sempre secondo Lo Monaco, non doveva concludersi quest’anno, che era poco più che una prova generale, ma al termine della prossima stagione. Sarà pure vero, ma il popolo rossazzurro, e la società, ci ha sperato legittimamente fino alla semifinale. Già dai prossimi giorni si parlerà ormai al futuro, a cominciare dal prossimo allenatore del Catania, dando per scontato che Cristiano Lucarelli non resterà, perché alla fine non è riuscito a ottenere ed a dare quel qualcosa “in più” che è mancato fin dal ritiro pre campionato, anche a causa di una squadra costruita con un centrocampo importante e imponente, ma anche vecchio e lento. Adesso l’organico sta già perdendo pezzi per scadenze contrattuali e fine prestiti, al 1’ luglio bisognerà fare la conta degli abili e arruolabili per la seconda fase dell’Operazione serie B che dovrà essere portata a compimento senza errori e giustificazioni di sorta. Il nuovo allenatore (immaginiamo un gomito a gomito tra Andrea Sottil e Aimo Diana, ma non sono da escludere terzi incomodi o che, addirittura, Lucarelli imponga di restare) avrà anche il compito di valorizzare alcuni giovani e favorirne l’ulteriore maturazione. Un atleta da recuperare, ad esempio, è Andrea Di Grazia, che dopo essere stato la sorpresa della squadra due stagioni fa, nell’ultima non ha saputo mantenersi, anche perchè utilizzato con discontinuità e in ruoli che non sempre gli hanno consentito di esprimersi al meglio. Quattro reti in 31 presenze, ma quasi tutte entrando a partita in corso, non sono un bilancio negativo, ci mancherebbe.

Fase di maturazione per Kalifa Manneh che partito difensore e riserva, si è ritrovato attaccante e titolare, addirittura salvatore della patria in più circostanze, poi costretto a ornare nelle retrovie proprio nella fase più importante della stagione perché condizionato dal rispetto del ramadan. Operatori di mercato hanno messo gli occhi su di lui, frutto del vivaio etneo, ma è probabile che Lo Monaco voglia farlo crescere ancora un po’ prima di fargli spiccare il volo, ben remunerato, verso altri club.

Dal Giornale di Sicilia

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