Capaci: aule senza banchi, li dona il Saracen Beach Resort

settembre 22, 2019

CAPACI – Festa grande, ieri sera, al Saracen di Isola delle femmine per i sessant’anni della padrona di casa, Maria Lunetta, artefice – insieme al marito Salvo Zappalà – della rinascita del complesso turistico alberghiero. Ma non è dell’evento mondano che vogliamo parlare, tanto più che mai siamo stati un giornale di gossip, quello che teniamo a sottolineare è la particolarità del regalo ha voluto fare alla moglie e del quale, noi de Il Giornale Di Capaci ci sentiamo in qualche modo se non artefici quantomeno ispiratori e vi spieghiamo perché. Ricordate che solo la settimana scorsa parlammo della situazione di disagio in cui era venuta a trovarsi una prima elementare della Scuola “Gaetano Longo” di via Kennedy a Capaci? Ventidue bambini costretti, per mancanza assoluta di fondi comunali, a doversi arrangiare in banchi di fortuna, tutti diversi per foggia e grandezza e racimolati da altre classi? Bene, quella notizia venne letta da Salvo Zappalà, nostro attento lettore, e fatta sua: ciò accadeva proprio mentre era alla ricerca di un’idea regalo che potesse sbalordire la propria compagna di vita. Non era certo ad un anello o ad altro prezioso che pensava. E, così, in men che non si dica si è attivato ed ha perfezionato l’acquisto dei banchi mancanti da donare a quei bambini che, come tutti gli altri, hanno diritto a svolgere le loro attività nel massimo del decoro. Bene, quel regalo, sotto forma di lettera di acquisto di ben 21 banchi doppi, corredati delle rispettive sedie 22, (la consegna effettiva avverrà prossima settimana e noi saremo lì a documentarla) è stato consegnato ieri, sul palco del Saracen da Zappalà nelle mani della moglie Maria che, a sua volta, l’ha consegnata al sindaco di Capaci, Pietro Puccio che, spiazzato, ha ringraziato a nome di tutta la comunità. “È un grande orgoglio, oggi ho di fronte un imprenditore che con questo atto di profonda generosità e di sensibilità nei confronti del benessere dei bambini, ha dimostrato anche un alto senso civico”, ha concluso il sindaco.

Benefattore? Zappalà glissa imbarazzato “Ma no, quale benefattore. Si è tratto di una felice combinazione che ha fatto sì che ogni tassello del puzzle trovasse la sua collocazione. Non poteva esserci regalo migliore per mia moglie, donna di grande temperamento e con lo sguardo sempre rivolto al futuro ed i bambini sono il nostro futuro! Nessun anello o prezioso avrebbe avuto lo stesso valore per lei e l’emozione che ha mostrato stasera mi conferma che ho avuto ragione. E, poi, e ciò valga per tutti, i bambini imparano più dai nostri gesti che dalle nostre parole: insomma, spero che questa possa essere una bella lezione per i bambini del territorio”. E vabbè, non lo chiameremo benefattore, come da suo desiderio, ma un grazie di cuore vogliamo dirglielo? Un grazie non di facciata per un chiaro esempio di imprenditore illuminato e di Uomo vero.

(da Il giornale di Capaci)

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