Cara di Mineo, cento posti di lavoro a rischio

Daniele Lo Porto

CATANIA – Uno spiraglio, ma ancora troppo poco per restituire una speranza ai circa 100 dipendenti dichiarati in esubero, su 300, che in questi anni hanno lavorato per le cooperative che forniscono i servizi al Cara di Mineo. Una possibilità che sarà rivalutata domani mattina, nella sede della Regione siciliana, ex Palazzo Esa, con i vertici dell’Ufficio del lavoro, della Prefettura e sindacati. Ormai è una corsa contro il tempo, dopo il confronto serrato di ieri mattina in Prefettura, perché dal 1’ ottobre nella gestione dei servizi al centro accoglienza richiedenti asilo di Mineo subentreranno le nuove imprese che si sono aggiudicate i quattro diversi lotti con i quali la Prefettura di Catania, ente gestore, ha suddiviso il mega appalto predisposto nel 2011 e valido fino al 2014 e poi, di fatto, prorogato. Appalto che ha portato al filone siciliano di Mafia capitale con la condanna dell’eminenza grigia Luca Odevaine (nella foto in basso) e il rinvio a giudizio dell’ex sottosegretario all’Agricoltura, Giuseppe Castiglione, all’epoca soggetto attuatore, e Giovanni Ferrera, direttore della struttura, per turbativa d’asta e falso.

Il cambio di gestione produrrebbe un “esubero” di circa cento unità che dal 1’ ottobre resterebbero a casa. Nell’incontro di ieri, su richiesta dei sindacati, si è arrivati al tentativo da parte della Prefettura di chiedere alle aziende subentranti l’assunzione di tutto il personale attualmente in attività, per due mesi, alle condizioni attuali, in attesa di valutare altre soluzioni per trovare una diversa collocazione ai lavoratori. Una delle opzioni è rappresentata, come sottolineato più volte dal segretario regionale del sindacato Snalv Antonio Santonocito, dal FAMI – Fondo asilo migrazione e integrazione 2014-2020 – che può dare un importante contributo al problema in aggiunta al capitolato del CARA. “Siamo moderatamente fiduciosi – ha dichiarato Antonio Santonocito – Se tutti i soggetti interessati, dall’ente appaltante alle amministrazioni locali e le aziende subentranti, si impegnano compiutamente questo spiraglio può essere una speranza per il futuro perché si arrivi a una soluzione ottimale per i lavoratori. Non possiamo parlare di esito positivo, ma speriamo in una svolta positiva”.

La Prefettura di Catania ha emesso il provvedimento di aggiudicazione definitiva alle ditte e coop concorrenti, il 21 agosto scorso. Il primo lotto (fornitura e servizi alla persona, gestione amministrativa e registrazione stranieri, assistenza generica e sanitaria alla persona, valore del lotto euro 16.898.040,00) è stato aggiudicato alla Cooperativa Badia Grande di Trapani, che ha offerto euro 13.510.046,44 con un ribasso percentuale pari al 20,05%. Il secondo lotto, fornitura pasti, è stato aggiudicato alla Cascina Global Service S.R.L. di Roma, che ha offerto euro 15.728.580,00 con un ribasso percentuale pari al 20,20%. Il terzo lotto (servizio di pulizia ed igiene ambientale) è stato aggiudicato al Consorzio Progetto Multiservizi di Roma, che ha offerto euro 2.572.592,38 con un ribasso percentuale pari al 27,03%. Il quarto lotto (fornitura di effetti letterecci, vestiario, prodotti per l’igiene, indumenti esterni vari, indumenti, calzature, articoli da viaggio e accessori, asciugamani, biancheria intima, prodotti per la cura personale, è stato aggiudicato al Hospital Service s.r.l. di Mozzagrogna in provincia di Chieti, che ha offerto euro 9.174.142,44 con un ribasso percentuale pari al 20,98%.

Dal Giornale di Sicilia

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