La condanna è Cara


 
 
 

CATANIA – Seconda condanna per uno dei presunti “registi” del business dei migranti al Cara di Mineo, il Centro accoglienza richiedenti asilo che era gestito dall’allora Provincia regionale di Catania, presieduta da Giuseppe Castiglione, attuale sottosegretario all’Agricoltura. Il gup di Catania ha  condannato a 6 mesi di reclusione , previo patteggiamento, Luca Odevaine (nella foto tra Paolo Ragusa e Giuseppe Castiglione), ex membro del tavolo nazionale di coordinamento sui migranti, nell’ambito dell’inchiesta sulla concessione dell’appalto dei servizi, dal 2011 al 2014, al Cara di Mineo.  La pena di 6 mesi per turbativa d’asta e falso è stata decisa in continuazione con quella a 2 anni e 8 mesi inflitta ad Odevaine a Roma il 3 novembre scorso per corruzione, sempre in relazione ad un appalto del Cara di Mineo. La pena complessiva riformulata oggi è di 3 anni e 2 mesi e 600 euro di ammenda.

Nel capoluogo etneo l’inchiesta sugli appalti del Cara di Mineo era scaturita da un invio di atti da parte della Procura di Roma nel quadro degli accertamenti su Mafia Capitale.  La posizione di Odevaine era stata stralciata da quella di altri 15 imputati per i quali lo stesso gup Santino Mirabella, il 7 aprile scorso, ha disposto il rinvio a giudizio. A Roma Odevaine è uno dei 46 imputati del maxiprocesso Mafia Capitale. Il suo coinvolgimento è legato ad un episodio di corruzione in concorso con Salvatore Buzzi, ras delle coop romane.

Il ministero dell’Interno e la Presidenza del Consiglio dei ministri si sono costituiti parte civile contro tutti gli indagati rinviati a giudizio. L’allora presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, ha chiesto il giudizio immediato e nell’udienza del 12 ottobre anche contro di lui dovrebbero costituirsi parte civile ministero e Presidenza.

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