Carcere, ancora suicidi. Antigone Sicilia: "sovraffollamento e condizioni disumane"

Carcere, ancora suicidi. Antigone Sicilia: "sovraffollamento e condizioni disumane"

di Katya Maugeri

Un altro morto all’interno del carcere di Poggioreale. Chiaramente si tratta di suicidio, ancora una volta. Negli ultimi tre giorni, nell’istituto di pena napoletano – in cui sono alloggiati 731 detenuti in più di quelli che l’istituto potrebbe contenere – sono tre i detenuti morti. Sabato scorso, intorno alle 3 di notte, un detenuto si è tolto la vita, mentre il secondo, un uomo di 50 anni, alla sua prima detenzione, si è suicidato all’alba di questa mattina, nel Reparto Firenze. Nel pomeriggio di domenica, un altro detenuto è morto per cause naturali.

“Ciò che sta succedendo al carcere di Poggioreale rispecchia il disagio presente in tutte le carceri italiane”, spiega Pino Apprendi presidente di Antigone Sicilia, una delle maggiori organizzazioni in difesa della tutela dei diritti dei carcerati, “Non basta né l’appello del Papa Bergoglio né quello del Presidente Mattarella – continua – a sollecitare un forte intervento del Ministro della Giustizia. Suicidi e atti di autolesionismo aumentano anche a causa del sovraffollamento che in queste giornate di caldo fanno esplodere rivendicazioni vecchie come quelle della mancanza d’acqua 24 ore su 24, cosa che limita la possibilità di fare una doccia per mitigare le condizioni asfissianti nelle celle.

Le carceri italiane, nonostante il calo dei reati, non migliorano la loro condizione. Secondo l’ultimo report, “Il carcere secondo la Costituzione”, dell’associazione Antigone, sono 60.439 i detenuti presenti nelle carceri italiane al 30 aprile 2019: quasi 10.000 in più dei 50.511 posti letto ufficialmente disponibili, per un tasso di affollamento ufficiale che sfiora il 120%. La regione con il maggior numero di detenuti va alla Lombardia (8.610), seguita da Campania (7.844), Lazio (6.528) e Sicilia (6.509). Mentre quella dove il tasso di affollamento è maggiore è la Puglia (160,5%), seguita dalla Lombardia (138,9%). Le uniche regioni virtuose sono la Sardegna e le Marche.

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