Amministrative, il Tondo Gioeni e il ponte (che non c'è) dei sospiri e delle imprecazioni


 
 

CATANIA – Proseguono gli incontri del candidato sindaco di Catania Salvo Pogliese per l’elaborazione di un programma amministrativo condiviso con la città. Ieri è stata la volta dei sindacati etnei, dai quali sono giunti numerosi input: concertazione “parola magica”, nonché metodo da applicare sempre, un tavolo permanente sulle vertenze più delicate, una cabina di regia sui grandi temi, “mappatura sociale” del territorio, con i disagi e le tematiche calde. Per gli esponenti delle forze sociali serve creare per la città “uno shock positivo” per rimettere in moto l’economia, con zone economiche speciali, la realizzazione di un grande centro fieristico e di un presidio sanitario alla zona industriale (dove lavorano circa 50mila persone). E ancora: energie rinnovabili, sicurezza (urge potenziare la presenza delle forze dell’ordine in città), rigenerazione urbana, con ben 21 diversi settori in qualche modo collegati all’edilizia, trasformazione della questione rifiuti da problema a risorsa.

Molte le proposte giunte anche dal secondo momento di confronto tematico, su urbanistica e mobilità. Paolo La Greca, professore ordinario di Tecnica e pianificazione urbanistica all’Università di Catania, ha evidenziato come “serva assolutamente ripensare il Piano regolatore generale, anche per meglio affrontare il tema sismico e la correlata fondamentale questione della prevenzione”. Fra le idee, l’agenzia della mobilità, una riqualificazione radicale delle periferie, incentivi e premialità per quegli interventi di rigenerazione urbana promossi dai privati. “È mia ferma intenzione recepire le analisi e le proposte di tutte le forze attive della città”, ha dichiarato il candidato sindaco Salvo Pogliese, “al di là delle posizioni ideali di ognuno. Non è certo più tempo di steccati, servono sinergie e uno spirito di concertazione che si ponga come unico obiettivo il risolvere i problemi concreti di Catania e dei catanesi. La nostra deve divenire finalmente una città normale, in una regione normale che sia vero polo logistico che sfrutti appieno la sua centralità mediterranea. Alle forze sociali assicuro, se eletto, la piena vicinanza del Comune ai lavoratori in ogni situazione in cui vi siano dei posti a rischio”.

“Per quanto riguarda i delicati temi di urbanistica e mobilità”, ha proseguito Pogliese, “il Prg, vecchio di quasi 50’ anni, ha sicuramente la priorità essendo propedeutico a qualsiasi possibile progetto. La città deve guardare anche alle aree limitrofe, perché non si può non tenere conto di quel che ci sta attorno ed è ovvio che le scelte vanno concordate e coordinate anche con i Comuni dell’area metropolitana. Miriamo poi al potenziamento del Brt, visto come modello virtuoso su cui puntare, aumentando le linee, e a creare finalmente delle vie di fuga dalla città, fondamentali in un’area a rischio sismico. Che non abbiano da ripetersi errori come quelli del ponte Gioeni, insomma, che grava quotidianamente sulla pazienza dei cittadini. Io credo davvero che il metodo del confronto debba essere applicato sui piccoli e grandi temi, di forte impatto sulla vita collettiva”.

Per il mondo sindacale, sono intervenuti, tra gli altri, Maurizio Atanasio (Cisl), Jeanine Bongiovanni (Uil), Marco Lombardo (Cisl Pensionati), Angelo Mazzeo (Ugl Metalmeccanici), Giovanni Musumeci (Ugl), Marcello Nigro (Confser), Giacomo Rota (Cgil), Antonio Santonocito (Confsal), Antonio Sasso (Cisl Sicurezza), Giuseppe Scannella (Ugl Trasporti), Nunzio Turrisi (Cisl Edili). Per gli esperti di urbanistica e mobilità, sono intervenuti, tra gli altri, Antonella Agodi, Matteo Ignaccolo, Santi Cascone, Andrea Genovese, Roberto Greco, Giacomo Guglielmo, Paolo La Greca, Francesco Martinico, Marco Oddo, Giovanna Pappalardo, Alberto Pasqua, Francesco Pezzella, Giuseppe Platania, Giuseppe Scannella.

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