"Operazione scuole sicure" del Comune e a Palermo riunione tecnica

 

 

 

CATANIA – “Blocco” dell’inizio dell’anno scolastico se gli edifici non sono sicuri. “ Migliaia di studenti ogni giorno sono a rischio, perchè l’edificio scolastico in cui trascorrono gran parte della giornata non è a norma: una situazione gravissima, cui i presidi devono rispondere rifiutandosi se necessario di aprire gli istituti, come impone il loro ruolo di tutela”, dichiara Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, riprendendo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dall’Associazione nazionale Presidi.

“A Catania, nelle scuole di competenza del Comune non ci sono situazioni di rischio – sottolinea l’assessore alla Cultura, Barbara Mirabella che insieme al collega alle Manutenzioni, Pippo Arcidiacono, ha individuato nella sicurezza degli edifici scolastici una delle priorità della nuova Giunta-. Stiamo monitorando la situazione, abbiamo già finanziato con i fondi di rotazione progetti di miglioramento-adeguamento al rischio sismico per 300.0000 euro che riguardano quattro scuole. Deledda, De Roberto, De Amicis, d’Annunzio. Stiamo inoltrando richiesta di finanziamento per altre nove scuole, per le quali si sta redigendo la valutazione di rischio di livello 1”. Per quanto riguarda gli edifici di istruzione superiore, l’assessore regionale Roberto Lagalla, ha convocato per oggi pomeriggio a Palermo, i sindaci metropolitani, per un incontro tecnico per fare il punto sulle condizioni strutturali degli edifici scolastici. I plessi degli istituti superiori di competenza della Città metropolitana di Catania sono circa 120.

L’allarme lanciato dai presidi, e rilanciato dal Codacons, spazia dagli alberi caduti, all’erba non tagliata a problemi vari alla sicurezza. Per Tanasi non bastano gli allarmi a mezzo stampa: i presidi, incaricati di garantire la sicurezza degli studenti e del personale di servizio, devono monitorare la sicurezza delle scuole – sia all’interno che all’esterno – e denunciare alle autorità preposte qualsiasi violazione delle regole, fino a rifiutarsi – se strettamente necessario – di aprire gli edifici scolastici per assicurare la massima tutela a studenti e docenti”.

D.L.P.

Dal Giornale di Sicilia

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