Black Job: politici, dirigenti pubblici e imprenditori rinviati a giudizio

ottobre 21, 2018

 

 

 

CATANIA – Dirigenti pubblici, politici, imprenditori: sono in tutto dieci gli indagati rinviati a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare Giancarlo Cascino, che ha accolto la richiesta della procura della Repubblica nell’ambito dell’inchiesta “Black Job” che ha accertato un “consolidato circuito corruttivo” all’interno dell’Ispettorato del lavoro di Catania.

Gli imputati sono: l’ex deputato regionale Marco Forzese; il direttore dell’Ufficio Territoriale del Lavoro (Utl) di Catania, Domenico Amich, 65 anni; la responsabile dell’Ufficio legale dell’Ispettorato Maria Rosa Trovato, e l’ex consigliere comunale di Forza Italia, Antonino Nicotra, 59 anni, che deve rispondere del reato di abuso d’ufficio; il direttore sanitario dell’Asp di Catania, Franco Luca; Ignazio Maugeri, rappresentante legale dell’Enaip (Ente Acli formazione professionale); Giovanni Patti; Salvatore Calderaro, titolare di una tabaccheria a Castel di Judica; Anna Maria Catanzaro e Giovanni Franceschino. Sarà invece giudicato col rito abbreviato Orazio Emmanuele, 54 anni, rappresentante legale di alcuni stabilimenti balneari a Giarre.

Al centro delle indagini della Guardia di finanza, in particolare del Nucleo di Polizia economico-finanziaria, svolte tra l’ottobre del 2016 e il marzo del 2017, l’Ufficio territoriale del lavoro dove scomparivano fascicoli, venivano annullate richieste di sanzioni o fatte rateizzazioni al minino in cambio non di soldi, ma di favori: voti dagli imprenditori aiutati, e un soccorso politico alla Regione per ottenere promozioni o assunzioni in strutture pubbliche. Il “caso” divenne di dominio pubblico nel maggio scorso, quasi alla vigilia delle elezioni comunali a Catania, con il provvedimento di arresti domiciliari notificato a Amich, Forze, Luca e Trovato e misure interdittive per lo stesso Luca e per Calderaro, sottoposto alla sospensione dell’attività imprenditoriale.

Tra gli episodi di corruzione ricostruiti dalle Fiamme gialle uno vede protagonisti il direttore Amich, la dirigente Trovato e Antonino Nicotra, ex consigliere comunale a Catania. Oggetto dell’accordo è la definizione dell’entità delle sanzioni amministrative applicate a un call center catanese a seguito di 2 ispezioni eseguite da Inps e Ispettorato Territoriale del Lavoro di Catania nel 2014 e nel 2015. Amich provvede a riconoscere un’anomala decurtazione della sanzione unitamente a una non spettante rateizzazione del pagamento; in cambio Nicotra promette il suo appoggio politico presso la nuova giunta regionale siciliana per l’ottenimento e il mantenimento di incarichi dirigenziali. Inoltre, Nicotra richiede ad Amich di trattare una pratica giunta all’Ispettorato (un esposto di un lavoratore) seguendo un iter preferenziale, lasciando intendere che il favore richiesto è utile a garantirgli la disponibilità di un costante “bacino” di voti. Uno dei metodi sbrigativi per aiutare gli “amici” era, per esempio, fare sparire i fascicoli, come svelano le telecamere collocate dai finanzieri negli uffici che riprendono Salvatore Calderaro mentre nasconde sotto il giubbotto un incartamento che lo riguarda. Il fascicolo poi venne trovato poi dalle Fiamme Gialle a casa dell’imprenditore durante una perquisizione. La prima udienza del processo è stata fissata per il 10 gennaio 2019 davanti la terza sezione penale del Tribunale.

Daniele Lo Porto

Dal Giornale di Sicilia

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