Strade e scuole della ex Provincia senza manutenzione

 

 

 

CATANIA– «Il presidente Musumeci si adoperi affinché la Città metropolitana di Catania possa tornare a fare manutenzione su strade, viadotti e strutture di propria pertinenza; l’assessore Falcone costituisca una task force tecnica per aiutare quei Comuni etnei che, per la carenza di tecnici, non riescono a rendere esecutivi i progetti contro il dissesto idrogeologico».

Sono gli appelli che indirizza alla Regione Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, dopo la convocazione da parte del presidente Musumeci della riunione operativa di venerdì prossimo con i vertici di Anas, Cas, Protezione civile e i dirigenti dell’assessorato regionale alle Infrastrutture. Oggetto dell’incontro: lo stato di salute dei ponti, delle autostrade e della viabilità secondaria in Sicilia.

«Con la sciagurata vicenda della televisiva riforma crocettiana e il prelievo forzoso operato dal governo nazionale – ricorda Attanasio – le Province regionali sono state svuotate di risorse da investire sul territorio e private degli strumenti per rispondere adeguatamente alle funzioni e ai servizi prestati alla collettività. Tra tutte la manutenzione di strade, edifici scolastici e strutture di proprietà degli enti e la sorveglianza ambientale, oltre a tutte le iniziative che contribuivano allo sviluppo socio-economico della provincia. Basti pensare che solo lo scorso anno, il 2017, alla città metropolitana etnea sono stati prelevati 63 milioni di euro, una cifra che la espone al concreto rischio di dissesto».

Oggi, dopo il risultato del referendum costituzionale e il riordino di città metropolitane e liberi consorzi isolani c’è l’urgenza di bloccare il prelievo forzoso, che ancora in Sicilia viene perpetrato ai danni delle ex Province regionali e di farle tornare alle loro funzioni fondamentali. «Dai tornanti dell’Etna alle aree del Calatino, dai confini con i contrafforti dei Nebrodi alla costa ionica – sottolinea il segretario della Cisl catanese – ci sono circa 2500 chilometri di strade, viadotti, ponti di pertinenza metropolitana che hanno bisogno di interventi manutentivi. Interventi che vanno verificati anche con il confronto con le amministrazioni comunali alle quali, nel tempo, è passata parte della competenza viaria. Di particolare importanza l’adeguamento antisismico dei circa 130 plessi che ospitano le scuole superiori catanesi».

Sul piano della difesa del territorio, grazie al recente sforzo di riprogrammazione economica fatto dalla Regione Siciliana, per l’area metropolitana catanese ci sono risorse per oltre 35 milioni di euro provenienti dal Patto per il Sud. «La Cisl di Catania – ricorda Attanasio – ha da tempo denunciato che su 20 progetti rifinanziati, solo sei sono esecutivi e ben 11 allo stadio preliminare. Ecco perché rinnoviamo all’assessore Falcone e al sindaco della Città metropolitana Pogliese, l’appello a costituire, una task force di tecnici della ex Provincia per aiutare i Comuni destinatari di risorse che non riescono a rendere esecutivi i progetti per mancanza di personale o di adeguate conoscenze.

«Riteniamo che oggi, anche grazie alla pregevole esperienza del presidente Musumeci maturata alla guida della Provincia regionale, alla sensibilità dell’assessore Falcone e alla responsabilità del sindaco Pogliese – conclude Attanasio – ci siano tutte le premesse perché la Città metropolitana di Catania torni a essere punto di riferimento e contributo alla ripresa dell’occupazione e dello sviluppo, ritornando a fornire servizi di grande importanza per la collettività catanese, non solo con la difesa e la manutenzione del patrimonio ambientale e viario extraurbano, ma anche col trasporto degli alunni disabili e l’assistenza ad audiolesi e videolesi».

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