Città metropolitana, giro di valzer per i dirigenti

maggio 12, 2018

 

 

 

CATANIA – La premessa non è sintetica, ma efficace, riportata in un decreto del 2 maggio del sindaco metropolitano di Catania: “La Corte dei Conti, sezione di controllo per la Regione Siciliana, con deliberazione numero 75 del 03/04/2017, ha effettuato un’indagine conoscitiva sullo stato finanziario anche delle città metropolitane, da cui si evince la grave crisi finanziaria degli enti di area vasta a causa, principalmente, dei contributi che gli stessi sono costretti a versare allo Stato e della mancata attuazione della legge regionale n. 15/2015 di istituzione degli enti di area vasta.

A seguito dell’intensificarsi dell’emergenza finanziaria, il marcato ridimensionamento dei budget di spesa ha, infatti, ridotto al minimo l’attività istituzionale svolta dalle ex Province regionali nei confronti sia degli altri livelli di governo che, soprattutto, dei fruitori dei servizi pubblici. Nonostante il drastico abbattimento della spesa, in alcuni casi esitato in vero e proprio blocco della stessa, lo squilibrio di bilancio è aumentato progressivamente, in diretta correlazione con l’incremento del contributo al risanamento della finanza pubblica, introdotto dall’art. 47, commi da 1 a 7, del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66 e dall’art 1, commi 418 e 419, della legge 23 dicembre 2014, n. 190. D’altronde, a livello regionale, nell’attuale, perdurante, fase transitoria avviata nel 2013, i nove enti   di area vasta continuano ad operare con gli statuti, i regolamenti, le risorse umane, strumentali e finanziarie delle ex Province regionali, esercitando ancora le funzioni precedentemente svolte, all’atto di entrata in vigore della l. r. n. 15/2015. Per quanto concerne, invece, le funzioni da garantire a regime, la riforma intesta ai nove enti di area vasta siciliani le funzioni delle ex Province regionali. Per garantirne l’erogazione continuativa, alcuni servizi particolarmente delicati sono stati in qualche modo riattratti nell’alveo delle competenze regionali. Sicché, allo stato attuale, le funzioni istituzionali e i servizi sono svolti e prestati in funzione del perimetro delle risorse e non viceversa.

Di conseguenza, la Città Metropolitana di Catania ha continuato, e continua, ad operare con gli statuti, i regolamenti, le risorse umane, strumentali e finanziarie delle ex Provincia regionale, esercitando ancora le funzioni precedentemente svolte, all’atto di entrata in vigore della l. r. n. 15/2015 e mantenendo la titolarità dei relativi rapporti giuridici, nell’ambito delle ridotte dotazioni di bilancio, agendo nell’ambito generale sopra delineato ed affrontando le più varie difficoltà in tutti i settori amministrativi di sua competenza. Tutto ciò ha reso più complessa l’operatività e la gestione delle attività, con riflessi negativi sull’attività programmatoria dell’Amministrazione. Di conseguenza, tale situazione ha determinato, in itinere ed a cascata, la compromissione del normale ciclo della performance.

La vertiginosa riduzione dei trasferimenti erariali e regionali ha reso (come ancora rende) particolarmente incerta e problematica la stessa programmazione di bilancio e di seguito quella relativa alla Pianificazione della Performance organizzativa e individuale, all’attuabilità di misure di adeguamento al D.lgs.vo 33/2013 che richiedono adeguamenti dell’apparato informatico e dei programmi, delle potenzialità formative dell’Ente, con conseguente traslazione in avanti e/o impedimento dei tempi di implementazione e attuazione del ciclo di programmazione e gestione dell’Ente (DUP, RPP, PEG, PDO, nell’ottica del PPBS Planning, Programming, Budgeting System).

Nel corso del 2017, all’Ente è stato impedito quasi ogni margine di manovra in presenza di un disavanzo crescente e incolmabile. Nell’impossibilità di adottare il Bilancio preventivo triennale 2017- 2019 e del relativo PEG 2017, la programmazione gestionale è rimasta formalmente correlata al PEG 2016-(…)”.

Tutto questo, tradotto in poche parole, si traduce in. “Da quando è stata annunciata l’abolizione della Province da parte dell’allora presidente della Regione, Rosario Crocetta, le stesse, prive di trasferimenti regionali adeguati e, addirittura, costrette a versare dalle proprie casse soldi allo Stato, condannati a gestioni commissariali da quasi sei anni, senza guida politica coerente, hanno svolto le funzioni di stipendificio per i propri dipendenti, costretti a svolgere meno che l’ordinaria amministrazione, penalizzando servizi per la collettività e per i singoli utenti”.

Ma, nonostante tutto, e cioè la riduzioni al limiti dell’ordinaria amministrazione: “…i Dirigenti, sulla base degli schemi delle schede di rilevazione appositamente loro fornite dall’Ufficio Controllo di gestione, su Direttiva del Segretario generale, hanno fatto predisporre ed hanno formalizzato i loro report gestionali sul livello di realizzazione degli obiettivi, sia trasversali di Ente che settoriali propri di ciascun Servizi ad essi assegnati, come risultanti dagli atti, verbali e documenti surrichiamati e da essi perseguiti nel 2017. Di seguito, i numeri di protocollo delle note di invio dei predetti report (…)”. Che, tradotto sempre in termini comprensibili, vuol dire che i dirigenti, segretario generale compreso,  i pochi rimasti in servizio, otterranno la “retribuzione di risultato” per gli obiettivi individuati a inizio anno e raggiunti, ancora da determinare in termini economici, ma sicuramente nell’ordine di diverse migliaia di euro in relazione alla valutazione e al “carico di lavoro”, definiamolo così.

Ma non è finita. A un mese e mezzo dalle elezioni per il sindaco di Catania, che assumerà anche l’incarico di sindaco metropolitano, in attesa della sentenza della Corte costituzionale, con decreto del 19 aprile, viene ridisegnata la governace burocratica-amministrativa dell’ente, con l’individuazione, dopo circa un anno, del capo di gabinetto “titolare”:

Servizi di Staff del Presidente, 1° Servizio “Ufficio di Gabinetto – Ufficio Stampa”: Ing. Giuseppe  Galizia  (Ingegnere Capo dell’Ente ad interim);

2° Servizio “Avvocatura”: Avv. Antonio Salemi (Avvocato Capo)

1° Dipartimento Affari Amministrativi e Risorse Finanziarie, Capo Dipartimento e Ragioniere Generale: Dott. Francesco Schillirò

1° Servizio “Affari Generali e Risorse Umane”: Dott.ssa Diane Litrico

2° Servizio “Bilancio e Partecipate”: Dott. Francesco Schillirò

3° Gestione “Risorse Finanziarie – Economato e Provveditorato”: Dott. Francesco Schillirò (ad interim)

2° Dipartimento Gestione Tecnica, Capo Dipartimento e Ingegnere Capo: Ing. Giuseppe Galizia

1° Servizio “Programmazione, Piano delle OO.PP. e Viabilità”, Ing. Giuseppe Galizia, ivi comprese le funzioni gestionali inerenti le procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici dei Servizi III e IV del II Dipartimento, fatte salve le incombenze in capo al Servizio Appalti;

2° Servizio “Patrimonio, Edilizia e Manutenzione”: Ing. Salvatore Roberti

3° Servizio “Pianificazione Territoriale – Mobilità – Sistemi Informativi E-Government”: Ing. Salvatore Raciti (ad interim)

4° Servizio “Ambiente, Energia, Polizia Provinciale e Protezione Civile”: Ing. Salvatore Raciti

5° Servizio “Appalti”: Ing. Salvatore Roberti (ad interim)

3° Dipartimento Sviluppo Economico e Socio – Culturale, Capo Dipartimento: Dott. Ettore De Salvo

1° Servizio Politiche Sociali e del Lavoro: Dott. Ettore De Salvo

2° Servizio Politiche Scolastiche, Culturali, del Turismo e dello Sport: Dott. Ettore De Salvo (ad interim)

3° Servizio Attività Economico – Produttive e Trasporti: Dott.ssa Diane Litrico (ad interim)

Inoltre, “Di nominare datori di lavoro: Ing. Giuseppe Galizia: Centro Direzionale Nuovaluce Tremestieri Etneo; Uffici di via Principessa Maria Josè di Caltagirone; Ing. Salvatore Roberti: Uffici di Palazzo Minoriti Catania; Ing. Raciti Salvatore: Riserve naturali “Oasi del Simeto” e “Fiume Fiumefreddo”; Centro fieristico Le Ciminiere V.le Africa Catania; Pinacoteca di Piazza Manganelli Catania; Dott.ssa Diane Litrico: Ufficio Trasporti di via Zangrì in Gravina di Catania”.

Solo una coincidenza la riorganizzazione dell’Ente a poche settimane dal voto.

R.S.

 

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