Comunali senza stipendio e sindacati pronti allo sciopero generale

febbraio 7, 2019

Daniele Lo Porto

CATANIA – Secondo voci di corridoio gli stipendi ai dipendenti comunali sarebbero pagati tra oggi e domani. Al normale ritardo fisiologico di ogni inizio anno si è aggiunto un ulteriore rallentamento, nonostante la Ragioneria abbia espletato tutte le procedure nei soliti tempi.  Questo slittamento ha, comunque, fatto salire nuovamente l’attenzione e la tensione dei maggiori sindacati, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che per questa mattina si sono convocati  con all’ordine del giorno “Vertenza Catania. Emergenza dissesto”.  I segretari generali Giacomo Rota, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci vogliono dare  un forte segnale di allarme perché il problema non è solo  lo stipendio dei  circa 2.800 dipendenti comunali, ma anche quelli delle partecipate e delle cooperative sociali e tutto l’indotto: 10.000 famiglie. “Il dissesto del Comune ha già innescato un disastro sociale. Il peggio, purtroppo, deve ancora arrivare. Abbiamo chiesto al sindaco un confronto serrato, che non c’è. Abbiamo aperto con Stato e Regione una vertenza-Catania che costituisce uno dei motivi per cui parteciperemo massicciamente sabato alla grande manifestazione che la Uil con Cgil e Cisl ha in programma a Roma per contestare le amnesie di governo nazionale e maggioranza parlamentare nella Finanziaria. Si sono dimenticati del Meridione – sottolinea Enza Meli – della Sicilia e di Catania.

Ecco perché rivendichiamo dall’esecutivo investimenti per lo sviluppo e sostegno per gli enti locali in asfissia economica, così come pretendiamo dall’Amministrazione comunale una concertazione vera e concreta. Siamo stati invece snobbati sulla Tari, con rincari ingiusti e vaghe promesse di lotta all’evasione. Così non va. Al sindaco Pogliese abbiamo già dimostrato voglia di dialogo con la forza delle nostre idee, ma anche capacità di protesta con la forza del nostro popolo. Scelga di stare dalla parte dei cittadini: glielo consigliamo caldamente!”.  Intanto, si aspetta ancora la nomina dei commissari che dovranno gestire la massa debitoria di 1,6 miliardi di euro.

Dal Giornale di Sicilia

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