Salvo Pogliese ha presentato il ricorso contro il dissesto del Comune

settembre 22, 2018

 

 

 

 

 

CATANIA – Da un dissesto da evitare a uno inesistente. Salvo Pogliese, sindaco cittadino e metropolitano, proprio ieri sera ha dato il via libera al prof. Agatino Cariola per presentare il ricorso contro la sentenza della Corte dei Conti che ha sancito il dissesto del Comune. In mattinata, invece, dal Centro direzionale Nuovaluce era partita una smentita riguardo la situazione finanziaria della ex Provincia. “La Città Metropolitana di Catania non ha dichiarato il dissesto. Seppur tra innumerevoli difficoltà, causate da accordi dei precedenti governi regionale e statale, riusciamo ancora a fornire servizi”. La precisazione, efficacemente lapidaria, è del ragioniere generale della Città metropolitana di Catania, Francesco Schillirò, che risponde alla notizia infondata contenuta in una interrogazione presentata all’Assemblea regionale siciliana da alcuni componenti del Gruppo del Movimento 5 stelle e rilanciata con un comunicato.

“Il caos normativo creato dal Pd – scrivono i deputati regionali del M5S Salvo Siragusa e Valentina Palmeri – che ha generato una riforma monca, unito alla situazione economica degli enti non consente di erogare servizi essenziali ai cittadini. Dopo la bocciatura da parte della Consulta della norma sull’elezione diretta degli organi delle Province, votata lo scorso anno dall’Ars, ad oggi i Liberi consorzi sono retti da commissari straordinari e versano in condizioni economiche disastrose e rischiano il dissesto, mentre l’ex Provincia di Siracusa e la Città metropolitana di Catania hanno già dichiarato il default. Considerato che la vicenda è nota ci chiediamo – proseguono – come mai il Governo regionale ed il presidente della Regione non abbiano ritenuto opportuno informare tempestivamente l’Assemblea regionale per indicare quali e quante risorse finanziarie intendono stanziare per consentire agli Enti di redigere e chiudere in pareggio il bilancio pluriennale 2018/2020”.

La Città metropolitana di Catania, grazie ad una gestione oculata negli ultimi anni delle spese, solo quelle che possono procurare danno patrimoniale certo e grave, e nonostante l’ingente prelievo forzoso ad opera dello Stato (52 milioni di euro nel 2016, 65 milioni nel 2017 e nell’anno in corso, come “contributo alla finanza pubblica”) ed al taglio dei trasferimenti da parte dello stesso Stato e della Regione, continua ad erogare i servizi, gli stipendi vengono regolarmente versati ai dipendenti e non c’è una massa debitoria che possa, appunto, giustificare il dissesto. Certo, negli uffici del Centro direzionale Nuovaluce, non si nasconde che la situazione non è delle migliori: bisogna ancora approvare il preventivo e il rendiconto del 2017 e il preventivo nel 2018, ma non ci sono le condizioni per farlo: Un dato su tutti: nel corso del 2017 la Città metropolitana di Catania formalizzò all’allora presidente della Regione Rosario Crocetta una richiesta di 34 milioni di euro, ottenendo, invece, appena 289.000 euro.

Per quanto riguarda il ricorso presentato alla Corte dei conti, l’Amministrazione Comunale ha fatto valere la circostanza che il Piano del 2013 era stato modificato più volte a seguito delle innovazioni legislative e che la Deliberazione del Consiglio comunale 19 settembre 2018, n. 27, su iniziativa della Giunta Pogliese, ha apportato i correttivi richiesti sempre dalla Corte dei conti siciliana. La Corte a sezioni riunite dovrebbe considerare, inoltre, l’intervenuta approvazione del decreto legge sulla proroga dei termini, con la riapertura dei termini per la modifica del Piano di riequilibrio entro il 30 novembre 2018. L’udienza alle sezioni riunite della Corte dei Conti a Roma per l’esame del ricorso, dovrà essere fissata entro trenta giorni.

“Sono stati rispettati – commenta Enza Meli, segretaria generale della Uil etnea – gli impegni che il sindaco Salvo Pogliese aveva assunto con le organizzazioni sindacali. Il ricorso è un atto dovuto e confidiamo che possa avere esito positivo nelle sedi giudiziarie, ma noi sollecitiamo ancora una volta una risposta politica dal governo nazionale. Gli sforzi dell’ente locale per un piano di riequilibrio credibile ed efficace, su cui siamo pronti a un confronto serrato e costruttivo, vanno sostenuti con un contributo straordinario di solidarietà. Catania, che rivendica soltanto quanto ottenuto in passato da altre grandi città, non può farne a meno e intanto esplodono emergenze come quella portata in piazza ancora in queste ore con dignità e rabbia dai lavoratori delle cooperative sociali”. Il segretario territoriale della Uil Trasporti, Salvo Bonaventura, aggiunge: “Le casse del Comune sono in crisi di liquidità. I lavoratori dell’Igiene ambientale sono senza stipendio, altrettanto avviene alla Catania Multiservizi, mentre sono già oltre la soglia di rischio aziende come l’Amt. Ribadiamo l’appello. Senza un contributo straordinario da parte del Governo, Catania non potrà farcela!”.

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