Dopo il dissesto del Comune ora l’AMT rischia il fallimento

giugno 14, 2019

CATANIA – Contratto di servizio in scadenza il 30 giugno, ma da Palazzo degli elefanti non arriva nessun segnale. Il rischio concreto è che dal 1° luglio le autovetture dell’AMT restino in rimessa. Ma questo sarebbe solo un effetto domino del dissesto dell’Amministrazione cittadina, che ormai in mancanza assoluta di liquidità è costretta a navigare a vista.  La crisi dell’AMT e dei suoi circa 600 dipendenti è legata anche alla impossibilità di percepire i 22 milioni attesi proprio dal Comune per il servizio svolto lo scorso anno. Ecco il perché della protesta ieri mattina in piazza Università del sindacato  FAISA-CISAL, organizzato dal segretario Romualdo Moschella, che commenta: “Aspettiamo segnali concreti dalla Regione e dallo stesso Comune, altrimenti oltre alla sospensione del servizio si rischia addirittura il fallimento”.

Una preoccupazione condivisa anche dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl: ” Fermare un servizio sociale così importante per la città, per la sua economia, per la mobilità e per il turismo, rappresenta il colpo di grazia alla già difficile situazione, nonchè un serio problema di ordine pubblico. Comprendiamo la posizione in cui si trova il presidente Giacomo  Bellavia, già chiamato a fare i conti con una condizione aziendale certamente non florida ed oggi inchiodato ad una scadenza di contratto che il Comune non sa come rinnovare. Chiediamo per questo un urgente confronto con il sindaco Salvo Pogliese, per comprendere quali e come potranno essere le soluzioni da attivare. E se a Palermo, con la Regione siciliana, sono stati fatti piccoli passi avanti sui trasferimenti economici da accordare, scongiurando drastici tagli, a Catania ci troviamo davanti ad uno scenario apocalittico che non può più essere trascurato, ma affrontato immediatamente”,   concludono Alessandro Grasso, Mauro Torrisi, Franco Di Guardo, Giuseppe Scannella. A Palazzo degli elefanti, intanto, si sono insediati gli investigatori della Guardia di finanza che passeranno al setaccio i bilanci degli ultimi anni, su delega della Procura della Repubblica, per accertare le responsabilità del dissesto.

Sul fronte politico, invece, resta sempre vivace il confronto tra maggioranza e il Movimento 5 stelle che, con una nota, smentisce quanto affermato nelle ore precedenti dal presidente della Commissione urbanistica, Manfredi Zammataro, che comunicava l’avvenuta approvazione delle direttive generali del nuovo Piano regolatore. Per il pentastellato Graziano Bonaccorsi, vice presidente,  su sei consiglieri presenti, tre si sono astenuti, due hanno votato favorevole ed uno contrario, quindi il parere non può essere favorevole, facendo riferimento a quanto prevede l’Ordinamento regionale degli enti locali.

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