TECNIS, il ministero decida entro venerdì per evitare il fallimento

aprile 11, 2019

 

 

 

 

CATANIA – Il Ministero per lo Sviluppo economico prende, o perde, tempo e si rischia così di arrivare a un punto di non ritorno, con la conseguenza di provocare il fallimento della Tecnis. È alta la preoccupazione della Cisl e della Filca Cisl di Catania per lo stallo in cui versa la vertenza che coinvolge quello che era il colosso delle costruzioni catanese La questione, assieme a quella che riguarda Condotte, è stata sollevata dalle segreterie nazionali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil. “Se il MiSe non decide entro venerdì per la Tecnis potrebbe scriversi definitivamente la parola fine. Ci appelliamo alla Regione Siciliana e alla deputazione nazionale catanese perché sollecitino il governo nazionale a prendere una decisione” dichiara Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl etnea. “L’aggiudicazione di vendita di Tecnis, che a Catania ha lavori come l’ospedale San Marco e la metropolitana, oltre che i dipendenti della sede – ribadisce Nunzio Turrisi, segretario generale della Filca Cisl – deve essere decisa entro venerdì prossimo. Sappiamo che le offerte classificate per seconde, dopo il ritiro di Pessina costruzioni, hanno già avuto parere favorevole dal Comitato di sorveglianza e che i soci sono disponibili a cedere le loro quote. Si attende dal Ministero il via libera per l’aggiudicazione provvisoria che dovrebbe avvenire entro pochissimi giorni per non far scadere le offerte. Passato questo tempo gli offerenti potrebbero non avere più interesse perché non vincolati, così come è possibile che le stazioni appaltanti avviino procedimenti per rescindere i contratti di appalto. A quel punto per la procedura non resterebbe altro che portare a liquidazione l’impresa per fallimento e scrivere la parola fine”.

I vertici nazionali di Filca, Feneal e Fillea denunciano inoltre “Il ritardo con il quale il Ministero dello Sviluppo economico sta affrontando le numerose crisi delle aziende  che rischia di lasciare nell’incertezza migliaia di lavoratori e le loro famiglie, oltre ad aggravare ulteriormente la situazione dell’intero settore delle costruzioni. Il MiSe si comporti responsabilmente e si attivi per garantire la continuità aziendale e il mantenimento dei posti di lavoro”. Un ritardo che a Catania potrebbe provocare, oltre che la perdita di posti di lavoro, difficoltà nel completamento di importanti opere per il territorio e l’economia locale, che non ha certo bisogno di “eterne incompiute”.

Daniele Lo Porto

Dal Giornale di Sicilia

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