Etna, motori e giornalisti "raccoglitori di patate": i business di Russo Morosoli

 

CATANIA – “La Funivia dell’Etna è l’unica società sul versante Etna Sud ad effettuare le escursioni fino alle zone crateriche autorizzate, permettendo di raggiungere, con la telecabina e speciali mezzi fuoristrada, le zone sommitali del vulcano attivo più alto d’Europa. Gli impianti gestiti da Funivia dell’Etna consentono di risalire alle piste sciistiche in inverno, partire per le escursioni ai crateri sommitali e godere del meraviglioso panorama vulcanico”, si legge sul sito aziendale. Un monopolio orgogliosamente evidenziato quello della storica azienda di famiglia entrata in attività nel 1956, grazie all’intuizione di Gioacchino Russo Morosoli, il padre di Francesco, morto in un incidente stradale autonomo 5 anni fa,. Da circa venti anni la Funivia dell’Etna è quasi un passaggio obbligato per tutti coloro che vogliono accedere alle zone sommitali del vulcano dal versante di Nicolosi, che costituisce il centro del potere economico e l’interesse politico della famiglia Russo Morosoli. Non a caso in occasione delle elezioni della primavera del 2017 l’imprenditore arrestato si schierò apertamente a sostegno di Angelo Pulvirenti, diretto concorrente del già vice sindaco e presidente del Parco dell’Etna, Marisa Mazzaglia. L’8 novembre scorso Russo Morosoli aveva annunciato l’ammodernamento degli impianti di risalita con cabinovie, firmate Pininfarina, di ultima generazione, che dovrebbero entrare in funzione nel 2020. Il più grande intervento sugli impianti entrati in funzione oltre sessanta anni fa e parzialmente distrutti 5 volte dalle eruzioni dell’Etna e sempre ricostruiti con fondi privati. Funivia dell’Etna e Star srl, che gestisce i servizi turistici sul versante di Linguaglossa, sono confluite nella Russo Morosoli Invest Spa.

Altra attività è la concessionaria e officina Mercedes, la Merid, in questi ultimi anni in grave difficoltà, la cui sede alla periferia est di Catania, dal novembre del 2016 è in parte occupata dalla nuova iniziativa imprenditoriale del giovane imprenditore: Ultima Tv. Una vera e propria sfida in un periodo di crisi per tutte le aziende editoriali. Aggressiva e competitiva Ultima Tv ha conquistato uno spazio nell’informazione non solo cittadina, ma i metodi un po’ sbrigativi dello stesso Russo Morosoli, con un continuo turn over dei dipendenti, hanno superato, sembrerebbe, il confine del legale. Ecco qual era il livello dei rapporti tra editore e giornalisti, secondo quanto emerso dall’attività della Guardia di finanza.

Russo ci diede dei “cog…ni” e “teste di c…o”, rinfacciandoci che, a suo dire, ci aveva “raccolti dalla strada” in quanto dovevamo fare i “raccoglitori di patate” non i giornalisti. Dispongo di una registrazione di questa riunione, fatta materialmente da uno di noi. I colleghi rimasero atterriti mentre lui leggeva la lettera e diceva che non ci potevamo permettere di chiedergli spiegazioni. Dopo altri insulti lanciò il fogliò per aria si alzò e se ne andò”.  La giornalista Chiara Murabito, dipendente di Ultima TV dal mese di settembre 2016 fino a novembre 2017, racconta ai magistrati del burrascoso rapporto con il loro editore, – l’imprenditore Francesco Russo Morosoli, arrestato per estorsione ai danni dei suoi dipendenti – e ciò che successe all’indomani della presa di distanza di alcuni giornalisti dalla decisione di far transitare i loro contratti ad un‘altra società. Per la vicenda che riguarda Ultima TV i magistrati parlano di estorsione ai danni dei dipendenti.

Le giornaliste Murabito e Giorgia Mosca vennero chiamate in Procura dai magistrati in seguito ad un esposto anonimo su denunciate condotte antisindacali all’interno dell’azienda “Ultima TV”. La Polizia giudiziaria ha accertato che Francesco Russo Morosoli  era stato il legale rappresentante di Ultima srl dalla costituzione del 6 maggio 2017 fino al 20 novembre dello stesso anno (quando era subentrata la madre, Daniela Agata Vinci). Gli investigatori accertano, inoltre, che nel novembre 2017 alcuni giornalisti di Ultima Tv erano stati assunti per un mese dalla società interinale Quanta spa di Milano, e riassunti dall’1 dicembre 2017 (dopo il quinto rinnovo contrattuale consecutivo) mentre per altri non vi era stata alcuna riassunzione. 

“Alla fine di novembre 2017, – spiega ai magistrati la giornalista catanese – a me ed a Eleonora Cosentino non venne rinnovato il contratto mensile con la Quanta S.p.a. La comunicazione mi venne data dalla responsabile dell’amministrazione. Gli altri vennero riassunti con Ultima Tv per tre mesi, rendendo evidente che l’assunzione con la Quanta S.P.A. serviva a spezzare la continuità delle proroghe ed evitare il contratto a tempo indeterminato’. I rapporti tra l’editore televisivo e alcuni componenti della redazione sono pessimi al punto da far diventare una “chat” interna tra gli stessi giornalisti una sorta di atto d’accusa nei loro stessi confronti.

Ai magistrati la giornalista Murabito racconta: “Russo, dopo un primo atteggiamento conciliante, disse che nessuno aveva voluto dargli la chat ma che ne era venuto in possesso ugualmente. Ci mostrò le pagine contenenti la stampa dei nostri messaggi e iniziò à leggerli di fronte a tutti i dipendenti di Ultima Tv. Mentre leggeva il messaggio in cui io dicevo agli altri che l’assunzione con Quanta S.p.a. era un modo per non fare il contratto a tempo indeterminato, mi disse “allora non è vero che volevi il contratto a tempo indeterminato? “. Si mise a leggere i vari messaggi scritti da ognuno di noi in cui sostanzialmente ci lamentavamo della situazione e, di volta in volta, dopo aver letto i singoli messaggi, si rivolgeva al collega autore degli stessi dicendogli che per quel motivo non avrebbe avuto il rinnovo del contratto. Preciso che, prima di ciò, il Russo rimproverò tutti di non avere voluto consegnare la chat tranne Damiano Scala e Simona Zappalà che avevano dato la loro disponibilità ma fisicamente non gliela avevano consegnata”.

Un’altra giornalista della redazione, Giorgia Mosca, conferma ai magistrati, le dichiarazioni della sua collega Murabito. Mosca racconta che Russo mentre leggeva una lettera a lui inviata da un gruppo di giornalisti “…giunto al passaggio in cui dicevamo di non avere riscontrato nell’editore l’onestà intellettuale che avevamo sempre manifestato nel nostro lavoro, il Russo ci aggredì dicendoci testualmente: Cog…ni”, ‘”raccoglitori dì patate” “vi ho preso dalla strada e vi ho dato ‘lo stipendio ‘, “la verità e che non avete u c…zo da fare ” oltre a vari ulteriori insulti. Alla riunione presero parte, accanto al Russo, la sua segretaria di fiducia Enza Benza, l’ing. Lo Grasso e il capo del personale Rosamaria, di cui non ricordo il cognome. Dopo dieci minuti di sospensione per raccogliere le idee, non riuscimmo comunque a replicare e il Russo ci disse: “Chi ci sta bene, chi non ci sta lì è la porta, ci sto tre nanosecondi a sostituirvi”. A quel punto firmammo tutti con la Quanta S.p.a. per un mese. Io registrai la riunione. Mi riservo di produrre tale registrazione”.

Come vendetta contro i dipendenti che avevano osato chiedere chiarimenti all’editore con una lettera e che avevano comunicato nella chat, Russo Morosoli, spiegano i magistrati, decise di non rinnovare più il contratto a Giorgia Mosca,  Marco Carli e Simona D’urso, confermando invece la sua fiducia ai tre dipendenti rimasti a lui ‘fedeli’.  Lo stesso Russo Morosoli, in una riunione, annunciò ai giornalisti che il rapporto di lavoro si sarebbe concluso con tutti tranne che Luigi D’Angelo, Valeria Maglia e Salvo Falcone.

“Qua dentro – chiarisce il ‘padrone in redazione’ davanti ai giornalisti che considera ‘raccoglitori di patate’ – contratto a tempo indeterminato tra di voi non ne avrà nessuno, così sgombriamo il campo. Ho gente sull’Etna da trent’anni a tempo determinato, chi si comporta bene e merita di restare in questo gruppo, resta!’ Chi non se lo merita va a casa”.

 

2 Comments

  1. Caro direttore , riesco a malapena a comprendere come , da un padre intraprendente ma onesto – GIO`GIO` RUSSO – possa essere venuto al mondo un figlio prepotente e disonesto .Con lui ho avuto solo un incontro epistolare tramite un suo dipendente e da quello ho compreso che tipo di personalita `si celava in lui . Adesso ,seguendo gli avvenimenti di questi ultimi giorni , ho la certezza che tutto questo ” tran tran ” e` venuto allo scoperto con quel programma serale del mercoledi ” ITTAMUVUCI ” SU ULTIMATV , iniziato con il fermo di MARIO CIANCIO SANFILIPPO il quale , tramite i suoi giornalisti , da tempo non aveva lesinato parole dure contro l’attivita` illegale dei Russo Morosoli . Tre settimane di linciaggio morale contro Mario Ciancio Sanfilippo voleva significare la risposta all’editore del gruppo ” LA SICILIA ” . E`venuta fuori una lotta impari come se un topolino volesse confrontarsi con un elefante . Gli ultimi risultati li abbiamo sotto gli occhi e confermano questo mio pensiero ; ne sono quasi certo . E tu ?

  2. Mi astengo, al momento. Certo che in una città dove un editore è accusato di concorso esterno e un altro di estorsione ai propri dipendenti, non c’è molto da dire.

Send a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *