Catania, già al lavoro i commissari per il dissesto

febbraio 25, 2019

 

 

 

CATANIA – Solo dopo i sessanta giorni  stabiliti a partire dal 22 febbraio sarà possibile conoscere realmente a quanto ammonta il “buco” in bilancio che ha provocato il dissesto al Comune di Catania. Per la Corte dei Conti è di un miliardo e 600 milioni di euro, ma la cifra potrebbe essere anche più alta. I componenti dell’Organismo straordinario di liquidazione, i commissari liquidatori, cioè, che dovranno gestire questa fase, come primo atto nel giorno stesso del loro insediamento hanno firmato un avviso pubblico: “chiunque ritenga di vantare un diritto di credito per fatti ed atti di gestione verificatisi  entro il 31 dicembre 2018 (art. 252, co.4, del D. Lgs. n. 267/2000) viene invitato a presentare istanza di ammissione a massa passiva, in carta libera, indirizzata alla Commissione  Straordinaria di Liquidazione del Comune di Catania-Piazza Duomo, Cap. 95124 Catania, entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla data di pubblicazione. Alla scadenza, si tireranno le somme e inizierà la vera e propria gestione dei debiti da parte di palazzo degli elefanti, accumulati in questi ultimi anni. Una fase difficile che è facile presagire sarà di lacrime e sangue, soprattutto per le aziende già provate da una grave crisi economica.  All’indomani dell’insediamento le organizzazioni sindacali hanno scritto ai commissari Antonio Meola, Teresa Pace e Giuseppe Sapienza per augurare buon lavoro ed esprimere il massimo sostegno.

I segretari provinciali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, rispettivamente Giacomo Rota, nella foto, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci aggiungono: “Sarà un compito arduo, considerata la gran mole di debiti che dovrà essere smaltita attraverso le procedure previste dalla legge e ci auguriamo che in tal senso da parte del governo centrale possano essere poste tutte le condizioni utili a garanzia di un percorso quanto meno impervio è possibile per giungere nel giro di pochi anni ad una soluzione definitiva. Nel contempo – aggiungono Rota, Attanasio, Meli e Musumeci, ricordando che il 30 marzo si terrà lo sciopero generale per chiedere maggiore vicinanza di tutta la politica e la deputazione locale sul caso Catania ed all’amministrazione più attenzione per i cittadini – continuiamo a chiedere un concreto aiuto da parte dello Stato e della Regione affinchè l’ente comunale possa ripartire con meno preoccupazioni, soprattutto in termini di messa in sicurezza del bilancio di previsione che ancora oggi, purtroppo, non si riesce a riequilibrare. Nei prossimi giorni chiederemo al prefetto la convocazione di due nuovi incontri del tavolo tecnico con l’Amministrazione comunale per confrontarci proprio sul preventivo 2019 e sulla raccolta dei rifiuti”. I sindacati lamentano, inoltre, la mancanza di un confronto diretto con il sindaco, più volte sollecitato.

La crisi del Comune e il dissesto non riguarda solo l’Ente, i suoi dipendenti, circa 2.700, che già in questi mesi hanno percepito lo stipendio in ritardo, ma anche la stessa sopravvivenza delle aziende partecipate che tra diretto e indotto coinvolgono almeno altre 7.000 famiglie.

Daniele Lo Porto

Dal Giornale di Sicilia

 

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