Catania: Il Borgo di Federico, il sapore della tradizione

giugno 26, 2019

CATANIA – Un legame che non si interrompe, non si spezza, nonostante i disagi e tante avversità che sembrano spingerti lontano. Ma un quartiere, una città, la tua città è parte del tuo vissuto e quel senso di appartenenza non può che stimolarti a fare di più. C’è chi dalla Sicilia, a malincuore si allontana per trovare fortuna, per ricostruire un futuro, chi invece quell’avvenire vuole costruirlo proprio tra le vie che lo hanno visto bimbo e pieno di sogni da realizzare.

“I giovani dovrebbero credere più in se stessi e nelle loro ambizioni, non dare così importanza ai social e crearsi un futuro, con umiltà e passione. Lasciare stare i personaggi famosi che ostentano ricchezza e viaggi da sogni, senza mai aver faticato davvero. Dovrebbero avere altri punti di riferimento”, è determinato Enzo Tomaselli, proprietario del ristorante Il Borgo di Federico, ristorante – trattoria situato nella piazza Federico II di Svevia dove è possibile ammirare l’antico Castello Ursino.

Cuore pulsante di una Catania che ha tanto da raccontare, vie difficili che narrano di storie complicate, ma anche di determinazione e fiducia, come quella di Enzo che in quel quartiere che conosce bene, ha scelto di investire e puntare tutto su una attività che racconta la sua Sicilia attraverso ricette gastronomiche. “La nostra cucina è tipica catanese, dalla carne di cavallo, alla caponata, alla parmigiana, Il Borgo di Federico è una trattoria rivisitata in un contesto sofisticato offriamo ai nostri clienti le ricette che ci accompagnano da sempre. La gente ha bisogno della tradizione. Il sushi, la cucina gourmet, credo siano una moda e molti la ricercano proprio perché si tratta di una novità, ma quello che non tramonterà mai sono le pietanze che appartengono alla nostra cultura”.

Dal 2007 il Borgo di Federico, in quella cornice mozzafiato, racconta la tradizione di una città che non vuole sentirsi sconfitta, ma in costante rinnovo. “Ci sono ragazzi che lasciano Catania per lavorare nel settore gastronomico come camerieri, lavapiatti, mansioni che potrebbero però accettare anche qui, nel loro territorio con umiltà e orgoglio. Forse è proprio questo che manca ai giovani: l’umiltà nell’approcciarsi al lavoro”.

È un territorio complicato, è vero, ma la Sicilia offre bellezza e stimoli per i giovani e non solo che voglio costruire un cambiamento concreto, realizzato da piccoli passi ma grandi ambizioni, forte motivazione e con la consapevolezza di ricavare, dalle risorse offerte, dei progetti duraturi. “Sogno di portare Il Borgo di Federico a Milano. Non con un nuovo target, no. Ho conosciuto tanta gente durante questi anni che mi stimolato a fare il salto di qualità. Voglio portare lì la nostra tradizione, il nostro gusto, la bellezza di cui vado orgoglioso e fiero. Ovvero, l’essere siciliano, un siciliano che crede nei propri sogni e non teme le difficoltà”. Un trentaduenne che non scappa, ma che costruisce nel territorio che ama il suo futuro. “Perché rimanere sul territorio è importante”, conclude Tomaselli, mantenendo la tenacia e la determinazione: gli ingredienti essenziali che delineano la differenza e il coraggio di credere ancora che la Sicilia può rifiorire.

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