Catania: la Jacaranda e i giovani dell'IPM di Acireale raccontano la musica

Catania: la Jacaranda e i giovani dell'IPM di Acireale raccontano la musica

CATANIA – «È importante dare voce alle loro storie e alla speranza di un futuro fuori le sbarre», è determinato Girolamo Monaco, educatore all’istituto penale per minorenni di Acireale, mentre spiega l’importanza di partecipare a “La Jacaranda e i giovani dell’IPM di Acireale: raccontare la musica”.

Un progetto educativo e artistico, un concerto che coinvolgerà alcuni giovani detenuti, il 19 luglio alle ore 19.00 nel cortile del Tribunale per i minorenni di Catania. Nel giorno in cui si ricorda la strage di via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Eddie Cosina e Claudio Traina, l’associazione Nazionale dei giudici minorili ha scelto di coinvolgere in questa edizione, i ragazzi dell’istituto di Acireale perché affascinati dal loro laboratorio permanente di scrittura autobiografica, che ha ospitato in alcuni incontri i musicisti della Jacaranda, promossa dall’associazione musicale etnea.

Da questa esperienza sono stati realizzati alcuni brani in vernacolo che danno vita a un concerto che verrà proposto nei mesi estivi in diverse piazze del territorio catanese. I testi di alcuni brani sono stati ispirati, infatti, dalle parole dei giovani detenuti durante i laboratori di scrittura, è il caso del bellissimo “Canciari”, ispirata alla riflessione “Cambiare”.

«Siamo orgogliosi di poter partecipare a una manifestazione così speciale, ricordare Paolo Borsellino in un luogo che per molti di loro è sinonimo di condanna, per una sera diventerà un posto di civiltà e non di punizione, un momento da vivere con umanità nel quale raccontare e riconoscere un percorso di vita che hanno intrapreso all’interno dell’istituto», perché si cambia per i dolori e «cambiare è una parola pesante – scrivono i giovani detenuti – di quella che non capisci mai, una di quelle che stanno dentro le cose della vita, così impastata dentro la vita che non riesci mai a separarla».

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