Istituto musicale Bellini, per i 18 ex lavoratori nessuna soluzione immediata

novembre 15, 2018

 

CATANIA – Continua la via crucis dei 18 ex addetti ai servizi di custodia e pulizia nell’Istituto musicale Vincenzo Bellini. Incontro all’Ispettorato del lavoro concluso con un nulla di fatto. Tra le parti datoriali convocate, infatti, era presente solo la Pubbliservizi, e i responsabili delle ditte Bsf e Multiprofessional service, che hanno dovuto licenziare i lavoratori lo scorso 30 settembre a causa della chiusura del contratto d’appalto con il “Bellini”, nonché i rappresentanti sindacali di Ugl igiene ambientale, Filcams Cgil e Uil trasporti. Assenti ingiustificati lo stesso Istituto Bellini, il Comune di Catania e la Città metropolitana che sono gli enti che sostengono economicamente l’istituzione culturale. Il commissario giudiziale di Pubbliservizi, Laura Montana Trezza, ha ricordato che la partecipata, ha avuto affidato il servizio dal “Bellini” e che, l’attuale regime di Fondo integrazione stipendi non consente di effettuare nuove assunzioni. Soluzione, invece, prospettava dai tre sindacati come condizione futura per la riposizione dei dipendenti licenziati, al momento in cui la Pubbliservizi sarà in condizione di poter assumere o la creazione di un bacino prefettizio oppure l’assorbimento delle 18 unità nell’ambito delle procedure per la statizzazione dell’Istituto musicale. Giuseppe Scannella e Salvo Strano per la Ugl, Davide Foti (nella foto) e Giuseppe Grillo per la Cgil e Alfio Lauricella e Andrea Mantegna per la Uil, infine, hanno stigmatizziamo il comportamento di Città metropolitana, Comune e Istituto che, per la secondavolta consecutiva, non si sono presentati: “Se da una parte comprendiamo le gravi difficoltà in cui si trovano i tre enti, dall’altra non accettiamo una ormai acclarata volontà a non voler trovare una via d’uscita che possa consentire quantomeno a questi lavoratori di tornare ad un’occupazione dopo quasi 20 anni di servizio”. Sarà il prefetto, a questo punto, a convocare di nuovo le parti.

Daniele Lo Porto

Dal Giornale di Sicilia

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