Catania, le grandi idee dei giovani per riscrivere i percorsi della storia

ottobre 20, 2019

di Saro Faraci

Almeno una volta nella vita l’esperienza di partecipare al TEDx va fatta. E’ immersiva, coinvolgente, illuminante; emozionante per chi sa usare cuore e cervello. E’ altamente “ispirazionale” (dicono così gli anglosassoni), rompe gli schemi mentali precostituiti, aiuta a pensare in modo laterale, supera i pregiudizi, rinvigorisce e dà più senso alle cose belle che si fanno ogni giorno. Non è sicuramente evento per gli analfabeti funzionali, per quelli che credono di sapere tutto e di dire la propria su tutto, ignoranti di base, senza un briciolo di umiltà nell’apprendere e dunque molto presuntuosi. E non è evento nemmeno per i saccenti, quelli che sono perfettamente speculari agli analfabeti funzionali, colti a modo loro ma poco propensi all’ascolto, sentenziatori per vocazione e dunque molto presuntuosi. TEDx è per molti, ma non per tutti. Dura di norma un’intera giornata e dunque bisogna essere predisposti per ascoltare e lasciarsi guidare per ore ed ore dalle testimonianze degli speaker che, ovviamente, non vengono scelti a caso, ma devono saper ispirare.

TEDx è una conferenza organizzata in modo indipendente e rientra fra le iniziative di punta di TED (Technology Entertainment Design), un marchio di conferenze statunitensi, gestite dall’organizzazione privata non profit The Sapling Foundation. Originatosi nel cuore della Silicon Valley, in California, inizialmente organizzato come singolo evento con un taglio su tecnologia e design, TEDx si è esteso al mondo scientifico, culturale ed accademico, diventando uno degli appuntamenti culturali più importanti che quasi ogni giorno si tiene in ogni parte del mondo.

A Catania il TEDx per la prima volta l’ha portato nel 2014 la Scuola Superiore, quando era Presidente il prof. Francesco Priolo, l’attuale Rettore dell’Università degli Studi di Catania. Ad allestirlo, con grande dedizione, passione e competenza, un team di volontari fra gli allievi e gli ex allievi della SSC, che ne hanno sempre curato tutte le fasi di pianificazione e gestione, organizzandolo nell’Aula Magna di Villa San Saverio. Negli anni si sono tenute alla Scuola Superiore altre tre edizioni dell’evento di punta di TED. Ieri, dopo un anno di pausa sabbatica, il TEDx è tornato a Catania, si è aperto all’intera città, è diventato TEDx Catania alla stregua di tanti eventi del genere che si tengono in giro per il mondo e si identificano con un territorio ben preciso; ha registrato il tutto esaurito di biglietti e presenze (ben cinquecento!) alle Ciminiere, dove si è tenuto patrocinato dalla Città Metropolitana di Catania e dall’Università degli Studi di Catania e sostenuto ovviamente dall’intera rete dei docenti, degli allievi e degli ex allievi (alumni) della Scuola Superiore di Catania. Di primissimo piano anche il parterre di sponsor, a cominciare dal Platinum Sponsor BaxEnergy (presente con il suo CEO Simone Massaro) e dai Gold Sponsors Banca Mediolanum ed Euronics Bruno (presente con Maurizio Andronico, componente del board di Euronics International). A presentare gli ospiti sul palco si sono alternati il Sindaco della Città Metropolitana di Catania Salvo Pogliese, il Rettore dell’Università di Catania Francesco Priolo, il CEO di Free Mind Foundry e amministratore delegato di Bax Energy Simone Massaro, il Pro Rettore dell’Università di Catania Vania Patanè, l’Assessore alla Cultura del Comune di Catania Barbara Mirabella. E naturalmente, a turno, allievi ed ex allievi della Scuola Superiore di Catania, guidati dall’impeccabile Emanuele Pecora che ha coordinato un team di oltre sessanta persone.

What If: Idee che riscrivono i percorsi è stato il titolo dato all’evento. Sul palco, in perfetto stile TED con le luci unicamente proiettate sullo speaker e il resto della sala al buio, si sono succeduti gli interventi illuminanti di relatori che hanno raccontato le loro esperienze di lavoro, studio e vita vissuta, alternandole con riflessioni profonde sull’importanza di far leva sull’innovazione per riscrivere non soltanto percorsi, ma anche la stessa storia. I profili degli speaker intervenuti sono tutti disponibili sul sito dell’evento. Le loro storie di vita sono tutte interessanti: dal clown Adriano Aiello all’ingegnere-viaggiatore Giovanni Cipolla alla microbiologa Manuela Coci; dall’imprenditrice digitale Elisa Fazio al pilota-youtuber Alberto Fontana al neuroscienziato Ciro Greco; dal comico Roberto Lipari all’attore-improvvisatore teatrale Mirko Manetti alla storica Luna Meli; e poi ancora dalla giurista europea Maria Antonia Panascì al ricercatore fisico Giampaolo Pitruzzello alla presidente di Young Women Network Martina Rogato a Muni Sigona, la mamma di Toti, promotrice del primo albergo etico a Modica interamente gestito da diversabili; da Emiliano Toso, biologo e musicista al manager internazionale Giovanni Tula alla laureanda Delia Valastro che a Catania ha avviato Whole, un innovativo progetto di rigenerazione urbana.

Le idee che riscrivono i percorsi necessitano non solo della fase creativa di genesi, nella quale ovviamente le superiori capacità intellettive sono importanti. Le idee del What If richiedono soprattutto determinazione, passione, costanza; ma anche umilità, pazienza e la non comune capacità di rialzarsi dopo una caduta, di andare avanti nonostante lo scetticismo altrui, di uscire dagli schemi convenzionali non solo del pensare quotidiano, ma anche dell’agire minuto per minuto. Sono tutto l’opposto della pigrizia e dell’inerzia, quando ci si lascia prendere dallo smartphone, si scorrono le notizie di cui non sa nemmeno distinguere se siano fake news o vera informazione, e si inizia a scrivere, scrivere, scrivere, seminando spesso odio, violenza verbale, gratuita cattiveria.

TEDx fortunamente non è tutto questo. Assomiglia molto all’agorà di origine greca, dove in piazza parlavano grandi ispiratori e la gente presente incominciava subito dopo a discutere su quelle idee e provare a tradurle in azione. Appunto per riscrivere i percorsi della storia vera e non per scrivere i “post della storia” sulla propria pagina social.

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