L’Egitto è vicino, ma per il Museo bisognerà ancora aspettare

novembre 3, 2018

 

 

 

Daniele Lo Porto

CATANIA – Doveva essere uno dei fiori all’occhiello nel bilancio amministrativo del sindaco  Enzo Bianco e, invece, dopo una lunga gestazione caratterizzata da polemiche e proteste, annunci catanesi e precisazioni piemontesi, il “Museo egizio di Catania” è rimasto un sogno nel cassetto, un progetto solo in parte realizzato, con i lavori di adeguamento della struttura di via Crociferi, ma ancora ben lontano dal giorno del taglio del nastro. E sull’importanza dei reperti che saranno esposti c’è sempre il dubbio che siano “fondi di magazzino” o poco più quelli che arriveranno dal Museo di Torino, una delle più interessanti esposizioni dell’antico Egitto. Proprio oggi sull’importanza degli interscambi culturali internazionali  si è soffermata l’assessore alla Cultura Barbara Mirabella che ha guidato l’ambasciatore d’Egitto in Italia, Hisham Mohamed Mustafà Badr, nella visita dei locali dell’ex monastero dei Padri Crociferi:” Stiamo continuando –  ha detto- sulla scia di un progetto che abbiamo trovato, accelerando sui lavori ancora in corso, di un esposizione di reperti egizi nelle sale del Convento dei Padri Crociferi. Abbiamo avuto la rassicurazione di poter disporre di pezzi di assoluto rilievo museale che potrebbero già essere esposti alla fine del prossimo anno. Si è concordato, inoltre -ha aggiunto Barbara Mirabella- di promuovere mostre didattiche utilizzando anche copie di importanti reperti, su cui i giovani studiosi potrebbero lavorare e sperimentare, fermo restando che la presenza dell’ambasciatore ci ha rassicurato su nuove possibilità di attingere reperti di massimo livello anche nel museo nazionale d’Egitto”. “Qui mi sono sentito subito a casa- ha detto l’ambasciatore Badr –  e gli stessi simboli egizi della città, l’obelisco e l’elefante,  testimoniano la nostra lunga amicizia. Per noi Catania è un modello di cooperazione nel Mediterraneo e lanciamo da qui il messaggio che i nostri popoli possano diventare un ponte per la stabilità, la sicurezza e la pace in questa zona del mondo. Il governatore di Alessandria d’Egitto- ha proseguito il diplomatico-  ha particolarmente gradito l’iniziativa di questa Amministrazione per un gemellaggio tra le due città e per una cooperazione nello sviluppo dei trasporti, sia marittimo che aereo, nell’agricoltura nella pesca e nell’acquacoltura.

Il trasferimento di reperti da Torino a Catania ha provocato proteste nella città piemontese, mentre a Catania si è discusso sulla scelta di dedicare un museo all’Antico Egitto. discutibile, a nostro avviso, la sede scelta: in pietro centro, senza possibilità di parcheggio, nelle vicinanze, difficilmente accessibile per anziani e disabili.

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