Omicidio stradale, Pietro Crisafulli respinge il patteggiamento

CATANIA  –  Respinge con forza la proposta di patteggiamento con la condanna a 5 mesi e dieci giorni per omicidio stradale. Pietro Crisafulli è diventato una sorta di “padre coraggio” dopo la morte del figlio Domenico “Mimmo”, ucciso il 6 marzo del 2017 all’incrocio tra via del bosco e via De Logu. Tra un mese esatto inizierà il processo con Anastasia Conti imputata per aver provocato l’incidente mortale per non avere rispettato lo stop.

I legali della donna hanno proposto una pena minima, , addossando il concorso di colpa alla vittima, con la non menzione nel certificato penale e la condizionale. “Così viene ucciso per la seconda volta mio figlio. Sono pronto a incatenarmi e a mettere a rischio anche la mia vita per avere giustizia. Non voglio vendetta, ma una condanna giusta per chi ha ucciso un ragazzo che ha lasciato due figli orfani. Cinque mesi e dieci giorni non sono una pena adeguata”, ribadisce Pietro Crisafulli, che, sottoposto ad una terapia insulinica,  con il suo coraggio ha fatto sì che questo caso venisse riaperto dopo la decisione iniziale di archiviarlo.

All’udienza del prossimo 8 gennaio, alle 9, davanti al Palazzo di giustizia di Catania, sarà presente anche Alberto Pallotti, presidente nazionale dell’Associazione familiari vittime della strada, che si costituirà parte civile.

D.L.P.

Dal Giornale di Sicilia

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