Imputazione coattiva per Ignazio De Luca: diffamazione a mezzo stampa

 

 

CATANIA – Imputazione coattiva per diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Angelo Pellicanò, direttore generale dell’Azienda ospedaliera “Cannizzaro”. E’ quanto ha disposto il g.i.p. Santino Mirabella nei confronti di Ignazio De Luca, nella foto in basso, che sul giornale on line laspiapress  pubblicava articoli estremamente pesanti nei confronti di Pellicanò.

I fatti. “In  quattro articoli: il 9.11.16 articolo con il titolo ‘Angelo Pellicanò il Direttore del’Ospedale Cannizzaro che firma bandi somatici’; il 19.11.16 articolo con il titolo: ‘Angelo Pellicanò il D.G. che firma bandi ad personam e somatici querelante lampo Stampa’; il 23.11.16 articolo: ‘Angelo Pellicanò fuoriclasse in bandi somatici. Mazza imprendibile 49 su 50 punti attribuitigli nella fase finale del concorso’; il 21.12.16 articolo dal titolo: ‘Babbo Natale Angelo Pellicanò specialista in bandi somatici’. Al di là della risicata fantasia del titolista, in pratica negli articoli si accusava il Pellicanò di commettere reati anche particolarmente gravi, facendo abusi, e interessi privati, diretti o indiretti; bandi ad personam, addirittura somatici. In pratica bandi in violazione di legge per favorire x o y. Le espressioni e le accuse contenute negli articoli continuano sullo stesso trend. Angelo Pellicanò avrebbe una ‘intrinseca affezione e compiacenza nel modellare gli avvisi di ricerca del personale su professionalità operanti già all’interno della struttura Ospedaliera Complessa che dirige’; ‘(…) commissioni che (….) si rendono corresponsabili, se non complici, della selezione somatica al momento del colloquio col candidato’; ‘’il bando (…) è talmente evidente che sia stato scritto per un determinato medico, da vanificare la legittima soddisfazione professionale per averlo scoperto’; ‘scrivere bandi pilotati è riduttivo (….) precisiamo che le modalità di espletamento della “selezione pubblica” sono preordinate a calpestare i principi sanciti dalla Costituzione’; ‘ i colloqui coi candidati prescelti (…) servono a Vanificare i titoli degli altri candidati’. E così via. (…) Presupposto base è non inventare i fatti ma rielaborarli in base a proprie considerazioni; altro presupposto è quello di essere in buona fede. La giurisprudenza di legittimità si è attivata enucleando una serie di principi cui deve attenersi il diligente giornalista: “il decalogo del buon giornalista”, come è stato definito, prevede che, nel divulgare la notizia, si osservi il criterio della pertinenza dei fatti narrati rispetto all’interesse pubblico alla loro conoscenza, della verità oggettiva o anche solo putativa della notizia ed, infine, della continenza, da intendersi nel senso che l’esposizione dei fatti non trascenda in apprezzamenti gratuiti e in strumentali attacchi personali. (…)

La Corte di Cassazione  ha statuito che i limiti siano: a) l’interesse che i fatti narrati rivelano per l’opinione pubblica, secondo il principio di pertinenza; b) la correttezza della esposizione di tali fatti in modo che siano evitate gratuite aggressioni all’altrui reputazione, secondo il principio della continenza; c) la corrispondenza rigorosa tra i fatti accaduti ed i fatti narrati, secondo il principio della verità: quest’ultimo comporta l’obbligo del giornalista (come quello dello storico) dell’accertamento della verità della notizia e il controllo della attendibilità della fonte.’. (…) Lo stesso P.M. del resto ritiene come le espressioni adoperate appaiono fuorvianti, ma come può dirsi che l’intento del De Luca non sia quello di offendere? L’indagato stesso, in un suo articolo, rivolgendosi al Pellicano scrive: Tiè. Pellicanò viene preso di mira personalmente, in maniera greve e offensiva, accusandolo in maniera continuativa di commettere gravi reati. Ben poco viene offerto per ritenere fondato quel che De Luca afferma in maniera molto superficiale e imprecisa. (…) Tutto ciò premesso, pertanto, appare consequenziale rigettare la richiesta di archiviazione, ordinando al P.M. di formulare nei termini di legge la imputazione coattiva nei confronti di De Luca Ignazio per il reato di diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Pellicanò Angelo”.

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