L’ “arcangelo” Piero Capuana ottiene il giudizio immediato

marzo 15, 2019

 

 

CATANIA –  Arriverà in aula il 13 maggio prossimo  l’indagine denominata “Dodici apostoli”: alla sbarra, tra gli imputati, con un ruolo di primo piano, il “santone”  Piero Alfio Capuana, 75 anni, bancario in pensione, accusato di abusi sessuali ai danni di minorenni che frequentavano la sua comunità, nel territorio di Aci Bonaccorsi.  Il giudice per l’udienza preliminare di Catania, Simona Ragazzi, ha, infatti,  accolto la richiesta di accesso al processo immediato avanzata da quattro degli indagati per cui la Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio.  Capuana, definito “l’arcangelo”, era alla guida della comunità di ispirazione cattolica, in forza di questo ruolo carismatico avrebbe abusato di ragazze tra i 13 e i 15 anni, in alcuni casi con la complicità delle madri delle vittime. Con lui saranno processate, davanti la seconda sezione penale del Tribunale, anche tre presunte fiancheggiatrici, che avevano il compito di superare le resistenze delle ragazze scelte da Capuana: Katia Concetta Scarpignato, di 59 anni, Fabiola Raciti, di 57, e Rosaria Giuffrida, di 59. Secondo l’accusa, gli abusi erano presentati come “purificazione” compiuta  da un arcangelo reincarnato nell’ex bancario in pensione. “Abbiamo voluto subito il processo – ha spiegato uno dei difensori, l’avvocato Mario Brancato – per fare chiarezza e dimostrare la loro innocenza”.

Lo stesso giorno, il 13 maggio, dovranno comparire davanti allo stesso gup, Simona Ragazzi gli altri tre indagati, accusati di favoreggiamento, per i quali la Procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio. Sono: l’ex deputato e assessore regionale, Domenico ‘Mimmò Rotella, marito di Rosaria Giuffrida; un sacerdote, padre Orazio Caputo; e l’ex presidente dell’Associazione Cattolica Cultura ed ambiente, cioè la comunità di ispirazione religiosa, di Aci Bonaccorsi, Salvatore Torrisi. Da intercettazioni della Polizia postale di Catania, diretta da Marcello La Bella,  emergerebbe che il sacerdote avrebbe appreso nel segreto della confessione delle indagini avviate su una denuncia per abusi sessuali e avrebbe avvisato dell’attività investigativa Torrisi e Rotella. L’indagine è stata avviata in seguito alla denuncia dettagliata della mamma di una ragazzina finita nel giro delle setta  di Aci Bonaccorsi, che ha consegnato ahli investigatori della Polposta uno smartphone con delle conversazioni in chat che evidenziavano le intenzioni degli “apostoli”, i più stretti e fidati collaboratori dell’ “arcangelo”,  che chiedevano alle ragazzine avvicinate di scrivere delle lettere contenenti dichiarazioni d’amore nei confronti di Capuana. Sono così iniziate le intercettazioni telefoniche nel cenacolo, dove si riunivano tutti gli adepti. Gli abusi sessuali su minorenni, ma anche maggiorenni, sarebbero andati avanti per venticinque anni, chi rifiutava di sottoporsi alla “purificazione” veniva emarginato all’interno della comunità. Nell’inchiesta sono confluiti gli incidenti probatori con gli interrogatori delle vittime.  La richiesta di rinvio a giudizio è stata firmata dal procuratore Carmelo Zuccaro, dall’aggiunto Marisa Scavo e dal sostituto Agata Consoli.

 

 

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