L’ultima meta di Benito Paolone

gennaio 23, 2019

Daniele Lo Porto

CATANIA –  L’inconfondibile voce un po’ roca, l’accento esotico (era di Campobasso) e poi quella parola (“stronzi”) alla quale dava mille sfumature, dal complimento più generoso all’insulto duro. Aveva il cuore ovale, come la palla di cuoio che tanto amava, con smisurata passione. E con altrettanto disprezzo guardava al mondo del calcio, come solo i rugbisti sanno fare. I calciatori hanno creste scolpite con il gel, i rugbisti mani sporche di fatica e sudore, non sgambettano chiome al vento, ma tuffano muscoli e coraggio nel buco nero di una mischia. Era uomo di destra, una destra sociale che allontanava i ragazzi dai pericoli delle strade e della periferia. La sua Amatori era scuola di sport e di vita, la maglia rossa e palpitante come il suo cuore, prima che arrivasse all’ultima meta, dopo un lungo placcaggio mortale. Grazie, Benito, catania ti ringrazia ancora, sette anni dopo la tua ultima meta.

One Comment

  1. Turi Sapienza

    gennaio 24, 2019 at 4:12 pm

    BENITO PAOLONE , un non siciliano piu` siciliano dei veri siciliani . Il suo amore per questa terra e` stato inconfutabile dal primo momento che vi ha messo piede . Se fosse stato ancora in vita oggi sarebbe in prima fila a guidare l’esercito del separatismo siciliano . Riposa in pace BENITO , noi non ti scorderemo mai .

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