StM, dopo il fumo s’accende la protesta: UIL in sciopero

marzo 10, 2018

 

 

 

Daniele Lo Porto

CATANIA – Quattro ore di sciopero nell’ultimo turno di questa settimana per i dipendenti a 21 turni e 2 turni e altre quattro ore lunedì nelle ultime 4 ore per il personale “a centrale” La segreteria della Uilm, che giovedì aveva proclamato lo stato di agitazione alla Stm di Catania denunciando “scarsa attenzione dei vertici aziendali per la salute dei lavoratori”, condivide lo sciopero indetto dalla rappresentanza sindacale unitaria-Rsu dello stabilimento. In una mail indirizzata al capo del personale, la Rsu scrive: “In riferimento alle segnalazioni che ci arrivano in materia di sicurezza nonché alle procedure aziendali, quindi anche ai comportamenti inaccettabili tenuti da taluni responsabili di reparto nelle giornate del 7 e 8 marzo (quando un incendio si era sviluppato in prossimità della Stm), si proclama lo sciopero. “Se sarà necessario – aggiungono gli esponenti sindacali – la protesta verrà proseguita fino a quando non saranno ristabilite le necessarie condizioni di sicurezza all’interno dei reparti”.

Nessuna “scarsa attenzione verso il benessere dei lavoratori”, al contrario massimo rispetto di ogni condizione di sicurezza sul lavoro. Replica così Confindustria Catania manifestando stupore per la posizione assunta dall’organizzazione sindacale UIL. “Non è accettabile – continua Confindustria – assistere a strumentalizzazioni da parte di organizzazioni sindacali che dovrebbero avere a cuore lo sviluppo dell’azienda e del territorio.  Non può passare inosservato che il sindacato tenti di screditare la qualità e le eccellenze che ogni giorno, a tutti i livelli, tengono alto il nome della microelettronica a Catania e nel mondo.  Non si può non mettere in risalto l’attenzione che ST, attraverso il suo management, ripone su ogni singola attività di stabilimento; le evidenze e i numeri parlano di un’azienda che ha fatto della innovazione e della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro un must imprescindibile.  Non è la prima volta che la produzione di una multinazionale così all’avanguardia venga fermata per cause assolutamente evitabili. La Direzione aziendale,  al fine di evitare rischi per la salute dei lavoratori, ha fermato la produzione dello stabilimento per diversi turni ponendo in essere nel frattempo ogni azione necessaria per il ripristino della salubrità dell’ambiente all’interno dei reparti produttivi e attuando ogni accorgimento tecnico-preventivo per annullare l’esposizione del personale manutentivo operante per il ripristino delle normali condizioni di lavoro. In tal modo le attività produttive sono riprese normalmente”, conclude Confindustria.

“Dopo che nubi di fumo sono entrate nelle camere bianche dei reparti produttivi – ribadiscono Enza Meli,  Matteo Spampinato e Giuseppe Caramanna, rispettivamente segretari generale della UIl e UILm e componente della segreteria territoriale  – i rappresentanti Rsu hanno tentato di capire come il capo del personale intendesse procedere nei turni successivi ma le informazioni sono state frammentarie e contradditorie. Un incubo, in particolare, il notturno al CT6 dove molti hanno accusato nausea, principi di vomito, mal di testa e bruciore di gola. Malgrado ciò, l’infermiera di turno non ha ritenuto di dover mandare nessuno a casa. In altri turni, poi, dipendenti in servizio nel reparto M5 sono stati costretti a procedere indossando maschere per solventi. Un atteggiamento di scarsa attenzione verso il benessere dei lavoratori che pure costituiscono, per affermazione dello stesso presidente di Stm Marco Monti, la risorsa più importante dello stabilimento”.

 Dal Giornale di Sicilia

 

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