Catania, studenti americani di Boston studiano l'ecosistema locale delle start up e dell'innovazione

Il format didattico – si dice nel linguaggio dei docenti – è ormai consolidato. Da cinque anni, studenti universitari della Northeastern University di Boston sono ospitati dall’Università di Catania per due settimane alla fine di maggio per studiare da vicino l’ecosistema locale delle imprese e il loro rapporto col territorio. Per due anni, i gruppi di studenti americani hanno fatto conoscenza del sistema delle imprese a conduzione familiare delle nostre zone. Da tre, invece, sotto la guida della professoressa Cheryl Mitteness, sono guidati a studiare l’ecosistema delle start e dell’innovazione, quello popolato da tante iniziative imprenditoriali soprattutto a guida giovanile, con le quali Catania, città a forte vocazione commerciale, sta provando con non poca difficoltà a riaccreditarsi nuovamente come la «Milano del Sud». Affidabile partner della Northeastern University è la professoressa Giorgia D’Allura del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Ateneo catanese che, attraverso il progetto Inv Italy, favorisce oramai da diversi anno l’incontro tra le aziende del territorio e i giovani universitari provenienti da Boston.

Ieri sera l’edizione 2018 del progetto Inv Italy, inaugurata il 21 maggio con la visita al modernissimo Innovation Hub del Free Mind Foundry di Acireale e con lo “speech” dell’imprenditore Simone Massaro,  si è chiusa allo Spazio Avanzamento Lavori di Catania con la presentazione dei progetti predisposti dai team di studenti e consegnati brevi manu alle aziende innovative del territorio scelte quest’anno per la sperimentazione: AC2, Darwin Technologies, Gamastech, Red Raion, Techlab Works e Telereading, tutte aziende innovative, «made in Catania», guidate da intraprendenti giovani e molto orientate ai mercati esteri. Gli studenti americani le hanno studiato a fondo, si incontrati con i loro rappresentanti, hanno analizzato alcune alternative di espansione sui mercati stranieri e ieri sera, alla fine di due settimane di lavoro, hanno consegnato il loro report alle aziende catanesi facenti parte dell’ecosistema dell’innovazione. Presente il Delegato del Rettore al Trasferimento Tecnologico e alle Start Up, il prof. Rosario Faraci, il quale non ha mancato di puntualizzare ancora una volta che «l’ecosistema catanese è ancora in fase embrionale, ma è sicuramente molto promettente, se è vero come è vero che esistono diversi luoghi di incubazione e ci sono tutti gli attori, anche istituzionali, facenti parte di un network di solidissime relazioni con le aziende e con le start up che sta provando a fare sistema»

Nel corso delle due settimane – anche questa è una peculiarità del progetto Inv Italy – agli studenti universitari di Boston è stato dato modo di conoscere da vicino il territorio facilitando loro la visita nei luoghi turistici più suggestivi della Sicilia Orientale: Catania ovviamente, ma anche Avola, Taormina, Acireale, l’Etna, le Eolie e via dicendo. « L’obiettivo – sottolinea la professoressa D’Allura curatrice dell’originalissimo format didattico di Inv Italy – è far capire che in Sicilia tutte le attività economiche, anche quelle più innovative e a contenuto tecnologico, sono radicate per un verso o per un altro nel territorio e nelle persone che abitano il nostro territorio. Per questo va data ai ragazzi di Boston la preziosa opportunità di conoscere la Bellezza più autentica dei nostri luoghi. Chissà che un domani, quando saranno manager in affermate realtà aziendali americane, si ricordino della Sicilia e di ciò che hanno visto da studenti e provino ad intessere nuove relazioni economiche e commerciali con altre imprese del nostro territorio, ciò di cui abbiamo fortemente bisogno in questo momento».

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