Centri commerciali, "sciopero di Pasqua"


 
Daniele Lo Porto

CATANIA – Il settore della Grande distribuzione è di nuovo in fibrillazione. Così com’era avvenuto a pochi giorni dal  Natale, quando le organizzazioni sindacali  avevano manifestato dinanzi agli ingressi di Ikea  e Le Zagare, la UILtucs è ora pronta allo “sciopero di Pasqua”, nie centri commerciali. E Catania, tra le province a maggiore concentrazione di ipermercati  e affini in Italia e in Europa, sarà ancora una volta in prima linea “perchè – ha spiegato  segretario nazionale, Stefano Franzoni – le imprese continuano ostinatamente a evitare il rinnovo del contratto”. “La situazione è difficile, non solo perché si stenta a vedere la ripresa ma anche per uno stato delle relazioni sindacali che mostra diverse crepe”..

Enza Meli, segretaria generale della UIL etnea, ricorda,  “l’esaltante manifestazione del 22 dicembre dinanzi ai centri commerciali per chiedere in Italia e a Catania, particolarmente a Catania, il rispetto di diritti elementari negati a migliaia di lavoratori della grande distribuzione” Sulla specifica situazione nella provincia di Catania interviene Giovanni Casa, di recente confermato segretario generale della Uiltucs di Catania della quale fanno parte anche: Roberto Tenio, Sergio Romano, Cono Minnì, Pietro Giordano e Saro Nicolosi. Tesoriere, Gaetano Coco.

“La crisi dei Centri commerciali ormai è evidente da anni, soprattutto nel catanese dove c’è una concentrazione che non ha precedenti in nessuna altra parte d’Italia. Si è fatto ricorso diffuso agli ammortizzatori sociali, ma i dipendenti sono in piena sofferenza perché da parte delle aziende c’è una continua compressione del costo del lavoro che riguarda circa 5.000 addetti in tutta la provincia, senza contare la media e piccola distribuzione”, spiega Giovanni Casa.

L’eccessiva concentrazione della GDO in un’area geografica tutto sommato ristretta non è l’unico fattore di crisi: la crisi economica di questi ultimi dieci anni, la minore capacità di spesa delle famiglie è un altro elemento determinante.

Quali soluzioni propone la UILtucs, che si occupa di commercio, turismo e servizi?

“Intanto, sollecitiamo gli Enti locali e la Regione Siciliana a rivedere i Piani commerciali, che hanno consentito la situazione attuale. Una soluzione individuata da noi è la riqualificazione della superfice di vendita tramite la riscoperta del negozio di vicinato e farlo tornare attraente rispetto ai grandi marchi nazionale. La piccola bottega si può modernizzare immaginando servizi integrati, come la vendita on line, ad esempio. Ma, un dato di fatto deve essere ben chiaro: la crisi dei centri commerciali è irreversibile, fortunatamente da noi è arrivata in ritardo, come tutti gli eventi economici, ma deve essere affrontata con decisione, in modo organico e con un’ampia prospettiva temporale. Da anni lanciamo l’allarme e lo ribadiamo adesso – continua Giovanni Casa -: dietro la realizzazione di centri commerciali si è nascosto, a volte, solo la speculazione edilizia e non si è risposto, invece, ad una reale esigenza del mercato.

Per quanto riguarda un altro importante comparto, la segretaria generale della Uiltucs Sicilia, Marianna Flauto, sottolinea “la necessità di affrontare nel Terziario l’ormai annosa situazione degli appalti e trovare soluzioni perché il criterio del massimo ribasso mette a rischio centinaia di posti di lavoro e tantissime imprese sane. Oggi – aggiunge Marianna Flauto – le istituzioni siciliane brillano per il loro silenzio. Siamo pronti, quindi, a proclamare uno sciopero generale di tutti i settori interessati alle gare pubbliche per manifestare dinanzi a Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione”.

Dal Giornale di Sicilia

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