Una eccezionale collezione di armi "ritrovata" dalla Polizia

Daniele Lo Porto

CATANIA – Il ritrovamento di armi singole o di veri e propri arsenali (armi da guerra, esplosivi) è assai frequente in città. A disposizione di singoli malviventi o patrimonio dei gruppi di fuoco dei vari clan. Armi nascoste in palazzi semidiroccati o in vani segreti ricavati all’interno delle abitazioni di pregiudicati o di fiancheggiatori, ma quanto hanno ritrovato i poliziotti non ha precedenti. Un vero e proprio museo, colpevolmente trascurato, anzi abbandonato, in una casa disabitata, in pieno centro, dai proprietari, forse non consapevoli del “tesoro” storico in loro possesso. Oltre 100 armi da collezioni, pistole, fucili, armi da taglio e da punta, di varie epoche, che meriterebbero di essere esposte dietro vetrine blindate e non accatastati in armadi, facili prede del primo topo d’appartamento. Fortunatamente sono stati di agenti del Commissariato Borgo-Ognina della Polizia di Stato a metterle al sicuro la collezione di armi, dopo essere andati a controllare direttamente di cosa si trattasse, dando seguito alla denuncia di tre persone, nipoti di una anziana donna deceduta che aveva lasciato loro in eredità la collezione.

L’arsenale, potenzialmente molto pericoloso, era stato conservato all’interno di un’abitazione disabitata in un quartiere ad alta densità di furti in appartamento. In totale sono state sequestrate penalmente 38 pistole, 20 fucili, 38 armi da punta e taglio e 1456 cartucce. I tre eredi sono stati indagati in stato di libertà per i reati di omessa denuncia. Come dimostrato dai tre eredi, che hanno esibito alcune perizie delle armi, la collezione è di grande valore storico e artistico. Una delle pistole, ad esempio, fu utilizzata in un duello dove venne ferito Matteo Renato Imbriani, figlio del letterato Paolo Emilio, che seguì il padre in esilio. Mentre uno dei fucili è il secondo esemplare esistente a livello mondiale, l’altro è custodito presso un museo americano. L’arsenale contiene veri e propri pezzi da museo e, su autorizzazione dell’autorità giudiziaria, verrà determinato il valore storico e artistico e l’interesse dello Stato per queste armi. Verranno, infatti, informati gli organi competenti per stabilire se custodirli e collocarli nei musei nazionali.

Nel corso di altri controlli, gli agenti del Commissariato di Polizia, già intervenuti anche di recente per controllare la regolare custodia di armi, hanno denunciato il legittimo detentore di tre fucili e una pistola per omessa custodia, perché al momento del controllo ha dichiarato che le armi gli erano state rubate, senza mai aver sporto denuncia. Una terza persone è stata indagata per aver omesso di dichiarare il nuovo luogo di residenza dove è stata trasferita l’arma.

Chi era Matteo Renato Imbriani

Una trafficatissima strada del centro è intitolata a Matteo Renato Imbriani, ma probabilmente pochi catanesi sanno chi fosse. Il suo nome è ritornato agli onori della cronaca perché nella collezione privata sequestrata dalla Polizia c’è anche una pistola utilizzata in un duello, nel quale fu protagonista, per difendere l’onore personale o professionale, come si usava nell’Ottocento. Patriota, letterato, giornalista e politico, Matteo Renato Imbriani, nacque a Napoli il 28 novembre del 1843. Combattè giovanissimo contro gli austriaci e i Borbone, ispirato dal patriottismo, tra le file dei garibaldini. Nella battaglia di Monte Morrone, 1 ottobre 1860, fu tra i pochi a sopravvivere, ferito fu fatto prigioniero e, successivamente liberato.

Deposte le armi si diede al giornalismo, alle lettere e alla politica, fu eletto alla camera dei deputati per cinque volte. Morì, in seguito a una malattia, il 12 settembre del 1901. Adesso, con il sequestro di una arma da lui posseduta, la sua storia torna di attualità.

Dal Giornale di Sicilia

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