Università bandita, altri filoni d'inchiesta per gli investigatori

Università bandita, altri filoni d'inchiesta per gli investigatori

CATANIA – Resta la sospensione dall’attività accademica per nove professori indagati nell’ambito dell’indagine “università bandita”, l’ex rettore Giacomo Pignataro potrà, invece, svolgerla in un altro ateneo diverso da Catania, mentre è stata revocata al pro rettore Giancarlo Magnano di San Lio, perché dopo gli interrogatori di garanzia sono venuti meno i gravi indizi a suo carico. Restano sospeso per 12 mesi, quindi, il massimo previsto dalla legge: Francesco Basile , Michela Cavallaro, Filippo Drago, Giovanni Gallo, Carmelo Monaco, Giuseppe Sessa, Roberto Pennisi. Secondo il gip Carlo Cannella, grazie ai ruoli rivestiti nel recente passato potrebbero ancora esercitare un ruolo di autorità e condizionare eventuali testimonianze. Con l’ultima notifica di avvisi di garanzia, tra cui l’ex sindaco Enzo Bianco, 14 relativi al “caso Licandro”, sono in tutto 80 gli indagati di “Università bandita”, che ha tolto il coperchio a un modus operandi ormai consolidato e, a sentire alcune intercettazioni telefoniche, considerato lecito dagli autori, ma considerato dagli investigatori non diverso, se non addirittura peggio, rispetto alla cultura mafiosa delle cosche.

Ma potrebbero esserci anche ulteriori sviluppi e nuovi filoni di indagine. Non sarebbe, infatti, un caso che il premier Giuseppe Conte, pressato dalla rappresentanza parlamentare catanese del Movimento 5 stelle, abbiamo deciso di inviare degli ispettori ministeri con il compito di verificare la regolarità contabile e amministrativa recente dell’ateneo catanese. Nel mirino degli ispettori potrebbero finire atti specifici già segnalati perché “sospetti” o procedure anomale, come nel caso delle dimissioni presentate il 3 luglio scorso con grande risalto dal direttore generale Candeloro Bellantoni e poi irritualmente respinte sembra in seguito  una riunione congiunta tra il Senato accademico e il Consiglio di amministrazione. Lo stesso Bellantoni è subentrato a Lucio Maggio il cui braccio di ferro a suon di reciproche denunce con l’allora rettore Giacomo Pignataro avrebbe portato, dopo le indagini avviate silenziosamente dalla procura di Catania, allo scandalo di questi giorni. Nel setaccio degli investigatori o degli ispettori potrebbero passare anche alcuni bandi di appalti per forniture di beni e servizi effettuati dallo stesso ateneo.

Ma probabilmente la prima verifica degli ispettori ministeri riguarderà la proceduta adottata dal decano per convocare le scadenze elettorali: presentazione delle candidature, con scadenza domani, e data delle votazioni, a partire dal 23 agosto. Secondo alcune qualificate osservazioni di giuristi il decano sarebbe andato oltre le sue attribuzioni perché di fatto c’è un vuoto normativo, in quanto non è previsto per legge che né il rettore né il pro rettore siano privati contemporaneamente delle loro funzioni. Ieri, intanto, l’Università ha pubblicato il bando per diciotto corsi di dottorato, di cui 7 internazionali, per 134 posti disponibili.

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