Università, tanto rumore per nulla


 
 
Riceviamo e pubblichiamo.

CATANIA – Si è tenuta oggi la riunione congiunta del Senato accademico e del Consiglio di amministrazione dell’Università di Catania convocata dal Rettore Basile, in seduta straordinaria, per discutere della lettera di dimissioni presentata il 2 luglio scorso dal Direttore generale. Nel corso del lungo incontro, il dott. Candeloro Bellantoni ha illustrato all’assemblea le ragioni che lo hanno portato alla richiesta di risoluzione anticipata del rapporto di lavoro con l’Ateneo catanese, chiarendo che i motivi del disagio manifestato nella sua nota sono riconducibili soltanto alla impossibilità di portare avanti in tempi stretti l’attesa riorganizzazione amministrativa dell’Ateneo per le difficoltà incontrate per esigenze contrastanti espresse dalle varie componenti dell’amministrazione. Dopo un aperto confronto e i numerosissimi interventi, con i quali i rappresentanti dei docenti, del personale e degli studenti hanno manifestato apprezzamento per l’operato del DG, constatato che non è venuta meno la fiducia reciproca tra il Rettore, gli Organi di governo e il dott. Bellantoni, il Senato e il Consiglio hanno chiesto all’unanimità al Direttore generale di proseguire il suo percorso alla guida dell’amministrazione universitaria etnea, garantendo pieno appoggio alla sua azione. Il dott. Bellantoni ha ringraziato l’assemblea e ha ritirato le dimissioni.

Fin qui il comunicato, a seguire le nostre considerazioni. Con ogni probabilità, il “disagio” incontrato dal DG Candeloro Bellantoni è legato anche ad una incompleta conoscenza della complessa macchina amministrativa dell’Università di Catania che lo ha frenato nell’assunzione di molte decisioni di carattere organizzativo ritardandole nei tempi, come la attivazione e disattivazione di alcuni centri di servizio e la creazione di alcune nuove aree amministrative. Col recente passato abbastanza burrascoso le decisioni di Bellantoni c’entrano poco. Governare una macchina articolata e da una storia significativa come l’Università di Catania è cosa diversa dalla gestione di un Ateneo giovane come Milano Bicocca, da cui il Direttore Generale proveniva. Ci sono stati, insomma, costi di adattamento che probabilmente l’Alto Dirigente non ha saputo sopportare durante il primo anno, arrivando alla eclatante ma per certi versi ingiustificata decisione delle dimissioni. Adesso, pare così dopo la riunione di stasera, tutto sembra ritornato alla normalità e tutti si sono riappacificati.

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