Università, "troppe pressioni": si dimette il direttore generale


 
 
 
Riportiamo la lettera di dimissioni inviata oggi dal direttore generale Candeloro Bellantoni al rettore dell’Università di Catania, Francesco Basile:
Al Magnifico Rettore dell’Universita di Catania
Al Prorettore
Al Consiglio di Amministrazione
Al Senato accademico
e p.c. Al Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti
Oggetto: dimissioni volontarie Direttore generale.
Io sottoscritto Candeloro Bellantoni, direttore generale di questa Università dal 01.07.2017,
con la presente rassegno le mie dimissioni dall’incarico di direttore generate, nel rispetto dei termini di cui all’art. 3 del contratto di lavoro sottoscritto.
La suddetta determinazione costituisce l’esito di profonde e sofferte valutazioni maturate nel
corso dei mesi trascorsi.
Ho accettato con entusiasmo la proposta di lavorare a Catania, pur consapevole delle
difficoltà alle quali sarei andato incontro, perchè credevo di poter essere utile a questa Università,
awalendomi del bagaglio di esperienze acquisito nel corso della lunga carriera di direttore generale, maturata a Milano, e perchè confidavo anche nel sostegno dei nuovi colleghi, immaginandoli certamente desiderosi di un periodo di stabilità e di riportare la loro Università a quella posizione di prestigio di cui essa ha goduto a lungo nei secoli.
Questo era anche it progetto affidatomi dal Magnifico Rettore.
Oggi, purtroppo, a distanza di un anno dal mio insediamento, devo registrare l’assoluta
carenza delle primarie condizioni per portare avanti tale impegno, nonostante it prezioso e leale
contributo di un ristretto gruppo di validissimi collaboratori, che hanno creduto nella possibilità e
nella necessità di un profondo cambiamento di rotta dell’azione amministrativa.
La mediazione ha costituito in questi mesi la linea guida principale alla quale ho cercato di
ispirare la mia azione, sperando, anche quando non ne ero affatto convinto, che potesse essere
risolutrice di potenziali ed effettivi conflitti.
Ho cercato di tener conto delle più svariate e, mi sia consentito, talvolta anche delle più
risibili, richieste, provenienti da più parti, auspicando che questo avrebbe consentito di accelerare
l’azione amministrativa e di potermi/ci dedicare ai veri temi importanti che interessano it nostro
Ateneo e che meritano realmente attenzione.
Tutto ciò però non è servito a nulla. A tutt’oggi riscontro che la mia azione amministrativa
risulta quotidianamente rallentata non solo apertamente ad opera di chi continua a vedere nel
sottoscritto, per le ragioni pia assurde e bieche, lo straniero da avversare, ma anche a causa di quella prassi, mi sia consentito, distorta e profondamente radicata nel tessuto amministrativo, fatta di continue e pressanti richieste, prive di alcun fondamento logico-giuridico, il cui accoglimento non mi e proprio possibile, perchè condurrebbe la mia azione amministrativa lontana, oltre che dai veri obiettivi cui essa deve tendere, anche da quei principi di imparzialità; buon andamento; efficacia ed efficienza sui quali deve fondarsi, e dal rispetto di quel principio di meritocrazia che sempre e in via esclusiva dovrebbe orientare nella valutazione del personale le scelte di chi decide, e che ha permesso, in primis al sottoscritto, di conseguire importanti traguardi, basati sull’effettivo impegno quotidiano e sulla valutazione dei risultati raggiunti nel tempo. dunque con profondo rammarico che mi vedo oggi costretto a rassegnare le dimissioni, non riscontrando più i presupposti, nè il necessario sostegno, per poter serenamente ed efficacemente lavorare e per affrontare le vere e importanti sfide alle quali è oggi chiamato l’Ateneo di Catania e delle quali lo stesso dovrà rispondere nei prossimi anni.
L’occasione mi è  gradita per ringraziare quanti hanno sinceramente creduto nel mio impegno.
Cordialmente
Candeloro Bellantoni

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