Vigili del fuoco, la protesta contro l'ordinario straordinario


 
 
 
Daniele Lo Porto

CATANIA – Acqua e fuoco sono le grandi emergenze che quotidianamente affrontano i pompieri, in qualunque stagione e nelle condizioni più difficili e diverse, ma con la loro professionalità riescono sempre a limitare i danni e salvare vite umane. C’è, però, un’altra emergenza, costante, che non riescono ad affrontare e superare perché non dipende dal loro coraggio e dallo spirito di sacrificio: è la carenza, cronica, di organico.

Una situazione ormai insostenibile a livello nazionale, ma che si aggrava ancora di più in un’area intensamente abitata e con tanti punti di crisi e di rischio, da quello sismico al dissesto idrogeologico che spesso produce allagamenti dopo una pioggia intensa o una “bomba d’acqua”. Il sindacato Usb dei vigili del fuoco riaccende i riflettori e ieri, dopo una protesta davanti alla Prefettura, ha consegnato le proprie “desiderata”.

“La carenza d’organico, ben lontana dagli standard europei, è ormai insostenibile per un tipo di attività che richiede interventi immediati, personale e mezzi efficienti – spiega il sindacalista Carmelo Barbagallo -. Al comando provinciale mancano 128 unità (circa 500 in tutta la Sicilia) a giorni verrà consegnato il Distaccamento di Palagonia e serve altro personale per renderlo operativo, altrimenti resterà chiuso. Abbiamo consegnato la nostra documentazione al vice prefetto per sollecitare iniziative concrete e ipotizzato la soluzione che potrebbe essere attuata attraverso la stabilizzazione dei precari (proprio in contemporanea con la protesta a Catania si è tenuto un incontro a Roma per discutere le modalità di assunzione dei precari storici) e la pronta assunzione degli idonei ai concorsi pubblici”.

In questo senso l’Usb ha già informato e sollecitato il ministro Matteo Salvini e il presidente della Regione Nello Musumeci: “non ci bastano le promesse, ma aspettiamo fatti”, aggiunge Barbagallo, componente dell’esecutivo regionale Usb “e segnali di rispetto per la categoria: a fine anno scade il nostro contratto e lo stipendio è il più basso rispetto agli altri enti dello Stato e sono necessarie maggiori risorse in bilancio”.

Tra gli altri problemi segnalati il mancato riconoscimento di “attività usurante” (un paradosso), la mancanza di assicurazione per gli infortuni, gli straordinari riconosciuti solo in parte e pagati con grande ritardo, ad esempio lo straordinario per il G7 in Sicilia del 2017 non è stato ancora corrisposto e, ancora, l’abolizione della mensa compensata con i buoni pasto che vengono consegnati a distanza di mesi.

In questi giorni i vigili del fuoco di Catania hanno già affrontato la prima emergenza caldo, con più di 300 interventi e subito dopo fronteggiato il meteo impazzito di giugno: gli effetti delle bombe d’acqua che si sono abbattute sulla città e in periferia con l’allagamento di alcune azienda alla zona industriale di Pantano d’Arci e al Mercato all’ingrosso di Bicocca. Una operatività “straordinaria” sempre più…ordinaria.

Dal Giornale di Sicilia

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