Cellulite: il cruccio di tutte le donne. Alimentazione, sport e consigli utili

luglio 18, 2019

Elisa Musumeci
biologa e nutrizionista

Ne soffrono nove donne su dieci e non dipende necessariamente dai chili di troppo. Quante donne si rivolgono a me turbate dal fatto che, pur essendo normopeso, accusano la presenza di queste antiestetiche fossette, che non sono legate solo all’eccesso di peso. La cellulite è considerata una vera e propria piaga che mette la donna in crisi, minando pesantemente l’autostima, specie con l’avvento della stagione estiva. La cellulite non è una malattia della quale non si riesce a trovare una cura. La smodata ricerca di soluzioni, spesso inefficaci, è sicuramente frutto della ricerca in “giornaletti” da sala d’estetica e salone parrucchieri, o blog di “esperte”che lasciano il tempo che trovano. Tante idee, tanti spunti, ma molto confusi … vediamo invece di inquadrare il problema da un punto di vista scientifico.

La cellulite è un disturbo di origine multifattoriale che riguarda un’infiammazione a carico del pannicolo adiposo localizzato in punti specifici del nostro corpo. Le aree maggiormente interessate sono i glutei, i cosiddetti “cuscinetti” dell’esterno-coscia, l’interno-coscia, ma anche braccia e addome. Che ci crediate o no, pur avendo un’incidenza maggiormente al femminile, con le donne di corporatura ginoide, cioè con una forma fisica “a pera”, maggiormente predisposte, la cellulite può presentarsi anche nell’uomo, anzi, pare negli ultimi anni il numero di uomini che ne soffrono sia salito fino al 13%, frutto dell’alimentazione e stile di vita errato.

Le cause dell’instaurarsi della cellulite sono molteplici e complesse e riguardano l’insieme di una predisposizione genetica e dell’epigenetica, cioè come le nostre abitudini incidono creando un ambiente infiammatorio a carico delle zone del corpo citate. 

Nelle aree in questione, il tessuto infiammato, per l’elevata presenza di citochine infiammatorie, va in sofferenza di ossigeno, risultando doloroso al tatto. Ove vi è presenza di adipe la situazione peggiora, perché il tessuto adiposo è di per sé pro-infiammatorio e rilascia estrogeni. In questa situazione d’ipossia, anche il microcircolo va in sofferenza, il sangue scorre male e si ha un rallentamento venoso e linfatico che può determinare essudazione di acqua dalle pareti delle vene nell’ambiente esterno, per questo motivo alla classica “pelle a buccia d’arancia”, è associata anche la presenza di ritenzione idrica. In sintesi i fattori predisponenti la cellulite sono: 

  • Carenza di androgeni
  • Eccesso di estrogeni e progesterone
  • Aumento dell’ormone della crescita (GH)
  • Squilibri a carico di cortisolo e insulina (specialmente quando si è particolarmente stressati e se si dorme male)
  • Squilibri a carico dei recettori per demolire il grasso sottocutaneo. In particolare sono attivati ed esposti in membrana i recettori “alfa-2” che inibisono la lipolisi (con tendenza ad accumulare grasso) e vengono invece inattivati i recettori “beta-2” per la degradazione del grasso.

Come gestire, quindi, questo quadro complesso? 

Se il disturbo, come abbiamo detto, è multifattoriale, diverse saranno anche le strategie che dobbiamo adottare.

  • Scelte giuste in cucina: non “alimentiamo” la cellulite!

L’alimentazione che ci aiuta ad attenuate gli inestetismi della cellulite non si riduce banalmente al “bevi tanto, escludi il sale e prendi un drenante”, come generalmente operano tutti. 

Come agire con l’alimentazione? Dobbiamo ridurre al minimo tutti i fattori predisponenti. 

L’ormone della crescita (GH), ad esempio, è ampiamente contenuto nel latte e suoi derivati, così come gli estrogeni, contenuti anche in alcuni vegetali e nei legumi. Ricordiamo che gli stessi latticini, inoltre, presentano un alto indice insulinemico. Problemi a carico dell’insulina sono dovuti a uno stile alimentare basato su eccessi di carboidrati ad alto indice e carico glicemico (farine bianche, zuccheri semplici), l’elevata insulina in circolo stimola l’accrescersi degli adipociti, è come se li nutrisse, con un aumento visibile dell’effetto “buccia d’arancia”. Tra le cause della presenza di cellulite vi è anche la glicazione del collagene e dei lipidi, infatti il tessuto cutaneo può risultare lasso e assottigliato. Anche questa volta, l’eccesso di zuccheri è il primo tra tutti i mali. 

Dulcis in fundo, la rivelazione delle rivelazioni: “Escludere del tutto il sale non serve a nulla, anzi peggiorerebbe solo la situazione!” 

Se il sodio è troppo basso, infatti, l’organismo risponde attivando i recettori alfa-2 ed aumentando la ritenzione idrica. SI, quindi, al sale purché si scelga quello integrale, ricco di oligoelementi e, comunque, senza eccedere mai i 3gr al giorno.

Riassumendo: SI a diete povere di zuccheri e a prevalenza di grassi vegetali, da ciclizzare sempre. NO ad un eccesso di carboidrati semplici, di latticini, di bevande industriali. Assolutamente da evitare insaccati, cibi in scatola, cibi conservati, salsa di soia o insaporitori con glutammato. Come frutta, da assumere senza eccessi, preferire mirtilli, frutti rossi e melograno, che aiutano a rafforzare le vene, oppure ananas che contiene bromelina ad azione antinfiammatoria sui tessuti. La frutta non deve essere troppo zuccherina e matura.

  • Cellulite e sport: sapete scegliere quello giusto?

Quando si parla di cellulite e ritenzione idrica, ammettiamolo, un po’ tutti pensiamo di “scaricare liquidi”con una bella sudata! Le tutine antitraspiranti e le pellicole avvolte su pancia, gambe e glutei per andare a correre erano tanto in voga negli anni ottanta e novanta, ma non sono disdegnate nemmeno oggi. Ebbene, sappiate che tutto ciò porta solo a disidratarvi e il tutto sarà prontamente ripristinato con qualche bicchiere d’acqua post allenamento. 

A prescindere che adoperiate o no questi mezzi del tutto inutili, quel che vi sorprenderà ancor di più è sapere che nemmeno frequentando lezioni di aerobica, zumba e affini fareste la cosa giusta per abbattere il nemico-cellulite. L’attività prettamente aerobica determina stress sistemico e attiva il cortisolo nel grasso sottocutaneo, inoltre, svolgere solo attività anaerobica, magari eccessiva e senza una giusta programmazione, causa un aumento della degradazione proteica e fa perdere tono muscolare. 

Il segreto è invece “alto stimolo muscolare” e “basso stimolo sistemico”. SI dunque ad attività anaerobica in sala pesi (squat, affondi, etc.), perché le serie ad alti carichi e basso tempo di esecuzione permettono di tenere a bada la cronicizzazione dell’infiammazione. Ottimi anche gli sport misti e a circuito, che uniscono l’attività aerobica alternata ad attrezzi per attività anaerobica a corpo libero (manubri, bilanceri, etc.). In questo modo si sfruttano le attivazioni date da uno stimolo per continuare a smaltire grasso con lo stimolo successivo. 

  • Erbe e tisane, preziosi alleati

Per finire, è bene sapere che possiamo aiutare pelle, tessuto connettivo e circolatorio con una valida integrazione, i cui risultati positivi sono scientificamente provati. Attenzione a distinguere l’effetto diuretico di erbe quali betulla, pilosella o frassino che stimolano la produzione di urine ma non drenano realmente. Per avere uno stimolo a livello di linfodrenaggio e migliorare la cellulite, occorre la sinergia di erbe antiedemigene quali centella, ortosiphon, linfa di betulla, gemmoderivato di castagno, erbe antinfiammatorie come il tè verde, il gambo d’ananas, la gramigna e piante i cui principi agiscono da flebotonico, rafforzando le pareti venose e rendendole dunque più elastiche. Tra queste spiccano il mirtillo, il rusco, l’ippocastano, la vite rossa, il mirto, l’amamelide. Per completare il tutto possiamo aggiungere equiseto, ortica e rosmarino che, con il loro contenuto di silicio organico, stimolano il collagene e rimpolpano epidermide, derma e connettivo.

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