Cinemovel, a Catania torna il cinema itinerante antimafia

luglio 18, 2019

 

di Katya Maugeri

CATANIA – Un festival di cinema itinerante contro le mafie. È Cinemovel, fondato da Ettore Scola in collaborazione con don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie. Un progetto che non smette di affascinare e si propone di rappresentare una novità per il luogo, per i contenuti e per il contesto in cui si proietta, dimostrando il forte impatto comunicativo del connubio: cinema e legalità. Una idea culturale innovativa dedicata al cinema itinerante e alle potenzialità comunicative che l’immagine in movimento è in grado di sviluppare.

Cinemovel fa viaggiare il cinema per creare legami tra città e campagna, centro e periferia, paesi con altri paesi, culture con altre culture, puntando a un obiettivo speciale: raccontare storie. Col suo carico di film, durante il mese di luglio, il furgone percorrerà le strade della penisola per promuovere, attraverso la cultura, l’allargamento degli spazi democratici, la difesa dei diritti universali e i valori di accoglienza e di solidarietà. Focus del Festival il tema dei migranti nella convinzione che le politiche di chiusura di confini e porti siano disumane e ingiuste. Non servono a contrastare il traffico di esseri umani, in mano alle mafie, ma mettono a rischio i principi della nostra Costituzione e dalle Convenzioni internazionali. Cinemovel farà tappa anche a Catania, sabato 20 luglio in piazza Beppe Montana, (via Galermo 254) con la proiezione del film “Le invisibili” di Louis-Julien Petit. Una brillante commedia sociale sul quotidiano di donne che vivono in strada. Quelle donne “senza fissa dimora”, a volte sporche e con il guardaroba in buste di plastica, che nessuno realmente vedere.

«Mai come in questo momento è necessario portare avanti iniziative così importanti nel nostro Paese, e non solo, stiamo assistendo ad un’emorragia di umanità ed è un dovere alzare la voce per denunciarla e dirci che è necessaria una rivoluzione culturale per combattere mafie e corruzione che sono i veri problemi del nostro tessuto sociale e che stanno devastando il nostro Paese – spiega Elisabetta Antognoni, presidente di Cinemovel – abbiamo deciso di dedicare questa edizione di Libero Cinema in Libera Terra al tema dei migranti, a tutte le persone che sono costrette a migrare perché in cerca di un futuro migliore. Perché siamo convinti che le politiche di chiusura dei confini e dei porti siano disumane e ingiuste. Non servono a contrastare il traffico di esseri umani, in mano alle mafie, ma mettono a rischio i principi della nostra Costituzione e dalle Convenzioni internazionali. Sette degli undici film selezionati affrontano proprio questo tema così scottante e drammatico. Una delle peculiarità di Libero Cinema – continua – è la visione collettiva partecipata che in questi 14 anni abbiamo proposto alle migliaia di giovani provenienti da tutta Italia che partecipano ai campi di Estate Liberi dando vita a un interessante dialogo, confronto, scambio con “la meglio gioventù”. Quest’anno l’incontro con le nuove generazioni riguarda anche la scuola con il progetto Schermi in Classe. Il viaggio di Libero Cinema sarà infatti anche un momento di incontro gli studenti che partecipano a Schermi in Classe / l’Etica Libera la Bellezza, un progetto di Cinemovel e Libera, sostenuto da Miur e Mibac nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la scuola. In particolare, per questa edizione, saranno coinvolte le scuole nelle tappe di Assisi, Galbiate, Lecco, Carcare, Polistena, Messina. Piccoli semi di cultura che quando attecchiscono ci danno la speranza di poter allargare gli spazi democratici per costruire insieme una società più giusta».  La Antognoni, ricorda le parole del presidente onorario di Cinemovel, Ettore Scola: “I più grandi nemici della mafia sono la cultura e la conoscenza. Il suo miglior amico è l’ignoranza. Proprio quella che vediamo diffondersi anche nel nostro paese come una nuova ideologia e per combatterla anche il cinema può fare la sua parte; l’immagine è l’intuizione più democratica dell’uomo, è per tutti”.

La tappa catanese è prevista in un quartiere difficile, in una piazza che da quattro anni è intitolata alla memoria del commissario Beppe Montana della squadra catturandi di Palermo, ucciso da Cosa nostra il 28 luglio 1985.

«Nella piazza dedicata alla memoria di mio fratello, con Libera Catania e Cinemovel, portiamo la bellezza e la magia del cinema, in quella che è considerata una delle principali piazze di spaccio della nostra città – racconta Dario Montana, referente provinciale del settore memoria di Libera Catania – le case popolari disposte a semicerchio, che insistono sulla piazza, danno vita ad un’arena naturale. La mattina, quando arriviamo per allestire la piazza e montare il telone per la proiezione, siamo circondati dai ragazzi che sfrecciano sui motorini, incuriositi, ma anche con atteggiamenti di sfida, tipici delle nostre periferie poi, succede sempre il miracolo dell’incontro e del dialogo, ci aiutano a sistemare le sedie. I più piccoli scrivono sui fogli di carte “riservato” e lasciano i loro biglietti nelle prime file, perché capiscono che siamo in quella piazza insieme a loro. Senza distinzioni».

Grazie al racconto per immagini, al linguaggio del cinema, la piazza diventa un punto di incontro e confronto, non più luogo in cui acquistare la “roba”. È questo il senso più forte di un progetto di antimafia sociale: portare in tutti i luoghi la bellezza, perché il cinema è estetica, etica e politica.

«In questi quattro anni abbiamo portato film e storie importanti che hanno aiutato ad approfondire, a far riflettere e capire  che il cambiamento è possibile e che  la speranza deve camminare accanto all’impegno sociale. Quando  finiscono i titoli di coda del film, le mamme coinvolte in un altro progetto che abbiamo condiviso nel quartiere con il punto luce di Save the Children, non ci danno appuntamento all’anno prossimo, ma ci chiedono dove leggeremo il 21 di marzo, per la Giornata della memoria e dell’impegno i nomi delle vittime innocenti delle mafie, perché loro ci sono sempre state. Anche sul molo del porto di Catania indossando un giubbotto di salvataggio scandendo dal palco i nomi delle oltre 1000  vittime innocenti delle mafie».

Questo è il senso profondo della memoria, non quella di facciata davanti a una manifestazione, a un palcoscenico o a una semplice intitolazione di piazze. No, è importante assumersi delle responsabilità concrete, agire sul territorio, per trasformare la storia contaminata di un posto in una prospettiva che punti al cambiamento, anche se quel luogo è piazza Beppe Montana.

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