L’inalterato e inalterabile potere del carcerato Montante

agosto 20, 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In questo sonnacchioso finale d’estate proviamo a fare il punto della situazione su l’affaire Montante. Venerdì 17 agosto la stampa da notizia che Montante viene dimesso dal reparto detenuti dell’ospedale di Palermo e riportato al carcere Malaspina di Caltanissetta. Qui chiede di essere sentito dai pubblici ministeri  che lo interrogano per oltre nove ore. Molto, troppo tempo per ribadire la propria innocenza ed estraneità  Domenica 19 la stampa da notizia del ritrovamento di microspie e sistemi di intercettazioni all’interno del palazzo centrale di Confindustria in viale della Astronomia a Roma. Il ritrovamento ad opera di alcuni dipendenti che denunciano il fatto direttamente ai pubblici ministeri di Caltanissetta; il tutto ad uffici chiusi e non ad iniziativa della Presidenza o della Direzione generale, non citate nelle notizie stampa.
Nel frattempo il quotidiano La Verità da notizie di strettissimi contatti di Montante con il “giglio magico” ed in particolare con uomini dei servizi vicinissimi a Renzi.
Queste notizie, relative ad intercettazioni e microspie abusive fin dentro il palazzo confindustriale e le rivelate connessioni con il Governo precedente, potrebbero illuminare alcune zone d’ombra rimaste finora incomprensibili.
Perché l’imbarazzante silenzio prima, e le ancora più imbarazzanti dichiarazioni poi, del presidente di Confindustria su tutta la vicenda e sulle persone coinvolte?
Nell’ordine: Antonello Montante, ex presidente di Sicindustria, ex consigliere nazionale per la legalità, ex presidente di Eicma, tuttora presidente di Unioncamere Sicilia, grazie ad una delibera adottata in zona Cesarini nello scorso mese di marzo,quando ancora funzionava il Giglio magico, è tuttora componente del Consiglio generale di Confindustria, da cui si è solo “autosospeso”(sic!); Linda Vancheri, guarda caso lo stesso nome dell’anello che Montante tentava di passare alla figlia durante un colloquio in carcere, ex assessore regionale siciliana all’industria e attualmente dirigente in servizio presso Confindustria nazionale per ordine inderogabile di Montante; Diego De Simone, ex poliziotto ,capo della security di Confindustria, figura inesistente nell’organico della Confederazione fino a quando il consigliere nazionale per la legalità Montante non ne pretese l’istituzione con contestuale assunzione di De Simone; Carlo La Rotonda, pupillo della direttrice generale di Confindustria Marcella Panucci,a sua volta pupilla della ex ministra Cancellieri, ex direttore di Confindustria Caltanissetta, marito della ex segretaria di Linda Vancheri, indagato per simulazione di reato e tuttora in servizio presso la Confindustria nazionale come direttore di Rete imprese,struttura tuttora presieduta da Montante (auto sospeso?) De Simone, Vancheri,  La Rotonda, tutti dirigenti presso la sede centrale; tutti in possesso di badge  abilitati all’accesso a tutti i piani, compreso il settimo, sede della Presidenza e della Direzione generale.
Si possono intuire le ragioni degli inusuali endorsement  del presidente di Confindustria verso il Governo uscente ed aspirante alla riconferma e la protervia nel proseguire in tale direzione ,invece di ricercare, come sempre nella storia di Confindustria ,momenti di confronto e collaborazione con il nuovo Governo, specie ove si consideri la manifestata volontà di Salvini di far uscire le aziende pubbliche da Confindustria. Chi e cosa è stato intercettato, e soprattutto da chi o per conto di chi?
Così si potrebbero svelare silenzi, ambiguità, contiguità ed imbarazzantissime dichiarazioni e comportamenti. Neanche le strutture periferiche di Confindustria, le provinciali e le regionali, trovano il coraggio di chiedere chiarezza; evidentemente il tallone dello stivale di Montante è ancora ben pesante sui personaggi in carica o incoming.
La situazione è grave e complessa per mancanza di trasparenza, e quindi, per dirla con Cronin, vista la sede di via dell’astronomia: ”Le stelle stanno a guardare”.

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