Comunali a Corleone, trionfa il centrodestra con Nicolò Nicolosi

CORLEONE – Nicolò Nicolosi è il nuovo sindaco di Corleone, vince quindi il centrodestra con 3.587 voti.

Maurizio Pascucci, candidato del M5s al centro di pesanti polemiche nei giorni scorsi per alcune sue frasi, è arrivato secondo con 1.830 voti, poco più della metà dei voti del neo sindaco. “Nicolosi evidentemente è stato più bravo di me e rispetto la scelta, che non condivido, di averlo votato”, ha commentato lo sfidante Pascucci. Lui stesso poi, a seguito delle polemiche dei giorni scorsi, prevede di essere “espulso dal Movimento, ma – assicura – il mio impegno a Corleone nel versante dell’opposizione, continua: sarò il capogruppo dell’opposizione in consiglio comunale”. Per quanto riguarda l’espulsione, “dovranno esprimersi i probiviri ma sarà una formalità”, ha spiegato Pascucci che dice di “aspettare l’espulsione”, nonostante si senta “ancora in sintonia con il Movimento”. Il terzo candidato, Salvatore Antonino Saporito, ha ottenuto 1.006 consensi. Ieri alle urne si sono recati 6.611 elettori dei 10.814 aventi diritto, facendo registrare un’affluenza del 61,13%. Ancora prima dei dati ufficiali, Nicolosi aveva esultato dicendo: “È una vittoria per la città. I corleonesi si sono svegliati”.

Nei giorni scorsi, Pascucci, candidato del M5S, era finito nella bufera per aver affermato di voler intavolare un dialogo con i parenti del mafiosi. E su Facebook si era anche fatto immortalare con il nipote di Bernardo Provenzano all’interno del bar del giovane. Il vicepremier Luigi Di Maio aveva annullato il suo comizio a Corleone e avviato l’iter per espellerlo dal Movimento: “Nessun dialogo coi parenti dei mafiosi”. Il candidato ha però deciso di non ritirarsi dalla corsa alla poltrona di sindaco annunciando che sarebbe andato avanti.

Nicolò Nicolosi, 76 anni, politico di lungo corso, ex Dc, è stato sindaco di Corleone dal 2002 al 2007, più volte deputato regionale e per una legislatura è stato eletto alla Camera dei deputati. E’ stato parlamentare dell’Ars dal 1986 al 2001, prima con la Democrazia cristiana, poi con una lista civica, ricoprendo anche la carica di assessore al Bilancio, dal 2000 al 2001, nella giunta Leanza dal 2000 al 2001. Nel 1992 da vice presidente dell’Ars fu arrestato, ma poi assolto da tutte le accuse e risarcito dallo Stato per i 40 giorni di ingiusta detenzione. È stato leader e fondatore del movimento regionalista Patto per la Sicilia.  Alle elezioni politiche italiane del 2001 è stato eletto con il centrodestra alla Camera dei deputati nel collegio maggioritario di Termini Imerese (Palermo), ed è rimasto incarica fino al 2006.

Dal 2002 al 2007 è stato sindaco della città di Corleone eletto al primo turno da una coalizione di centro destra con il 64,34% dei voti di preferenza. Nel 2007 si è ricandidato, sostenuto da cinque liste civiche, riuscendo ad andare al ballottaggio con Antonino Iannazzo, sostenuto dal Polo delle libertà, e non fu eletto per tre voti. In passato è stato con Udeur, Nuova Sicilia, Patto per la Sicilia, Udc e Movimento per le Autonomie.

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