Confiscati beni per 10 milioni all'ex parlamentare Amedeo Matacena


Eduardo Reitano

REGGIO CALABRIA – La Dia (Direzione Investigativa Antimafia) di Reggio Calabria ha eseguito un provvedimento di sequestro e confisca di beni, emesso dalla Corte di Assise d’Appello di Reggio Calabria, nei confronti dell’ex armatore ed ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e attualmente latitante a Dubai.

I problemi di Matacena con la giustizia

Ritenuto dai giudici socialmente pericoloso e a capo di un impero economico frutto di attività illecite, i problemi di Matacena con la giustizia risalgono al 2014 quando lo stesso era già stato condannato in via definitiva a tre anni di reclusione dalla Corte di cassazione per concorso esterno in associazione mafiosa, essendo stato riconosciuto come terminale politico di riferimento delle cosche reggine.
Nel 2015, inoltre, ha incassato una condanna in appello per aver corrotto il presidente del Tar di Reggio Calabria, ma un anno dopo la Cassazione non ha potuto far altro che annullare la sentenza per intervenuta prescrizione.
La confisca, nello specifico, riguarda: 12 società in Italia e all’estero, conti bancari, immobili e una grossa motonave della stazza di oltre 8.100 tonnellate – già utilizzata per attività di traghettamento veicoli e passeggeri nello Stretto di Messina – per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro.
Già condannato definitivamente a tre anni come referente politico di uno dei clan della ‘ndrangheta di Reggio Calabria e da tempo latitante a Dubai, sull’ex parlamentare oggi pende un nuovo mandato di cattura emesso dal tribunale di Reggio Calabria con l’accusa di aver tentato di occultare il suo immenso patrimonio – accumulato in larga parte grazie alle mafie – con l’aiuto della moglie, Chiara Rizzo, e dell’ex ministro dell’Interno, Claudio Scajola.

Le distanze prese del Gruppo Franza

Solo due giorni fa, Tiziano Minuti, responsabile del personale e della comunicazione del Gruppo Franza, aveva ribadito i rapporti ormai da tempo chiusi tra gli imprenditori messinesi e l’ex armatore reggino Amedeo Matacena jr, dichiarando: “Quel Matacena che negli ultimi tempi assurge frequentemente agli onori della cronaca giudiziaria è fuori da C&T dagli anni ’90. La proprietà di Caronte & Tourist è in mano alle famiglie di Gennaro Matacena e degli eredi di Giuseppe Franza“.
Distanze che la famiglia Franza prende anche da Francantonio Genovese: “Gli altri soci di Tourist Ferry Boat, che hanno avuto anche loro recentissime vicissitudini giudiziarie, hanno la nostra amicizia e solidarietà, ma sono irrilevanti sulla gestione aziendale” – ha concluso Minuti con chiaro riferiemento a Genovese, condannato in primo grado a undici anni per Corsi d’Oro e di recente al centro di un’inchiesta su riciclaggio con relativo ingente sequestro, accuse e fermo poi ridimensionati dal tribunale del riesame. Parte del sequestro, infatti, ha riguardato anche quote che la famiglia Genovese detiene all’interno del pacchetto azionario di Caronte&Tourist.
Attualmente, il capitale sociale di Caronte&Tourist S.p.A, pari a 2,35 milioni di euro, è detenuto per il 90% dalle famiglie Matacena e Franza tramite rispettivamente le società Caronte S.r.l e Tourist Ferry Boat S.p.A, e per il restante 10% da Ferry Investment S.r.l.
«Abbiamo desiderato fortemente questo incontro – ha affermato Vincenzo Franza, presidente della società Cartour divisione isole minori, durante il meeting di due giorni fa – per far sapere che noi siamo, più che un’azienda, una grande famiglia e come tale dobbiamo crescere sempre più. Mezzo secolo di storia, passione e impegno che ci hanno portato ad essere una delle flotte più efficienti d’Europa: emblema di sicurezza , affidabilità e grande beneficio economico messinese, e non solo». Sicurezza e affidabilità che sembrano dar coerenza a quanto esplicato dal Gruppo Franza, che chiude la porta a chi sostiene la vicinanza nei rapporti economico-finananziari tra la famiglia e Genovese e tra il Gruppo e Matacena jr.

I sogni infranti di Amedeo Matacena

Da sempre, il sogno di Matacena jr è stato quello di tornare ad essere il re dello Stretto, come una volta lo era il padre, con la superbia di non dover più dividere il trono con la famiglia Franza.
Sono stati i fratelli napoletani Amedeo Matacena senior ed Elio Matacena, nel 1963, a fondare la Caronte Spa, primo vettore privato a solcare lo Stretto di Messina.
Il sogno di Amedeo Matacena, partito nel 2007 e finito nel 2012, non è in realtà mai iniziato; si è più trasformato un incubo che costringe l’ex armatore ad un “soggiorno obbligato” a Dubai.

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