Consiglio Superiore della Magistratura, eletto il pm Sebastiano Ardita

luglio 13, 2018

ROMA – Si è concluso lo spoglio dei voti per l’elezione dei sedici componenti togati del prossimo Consiglio Superiore della Magistratura e con 1291 preferenze è stato eletto il procuratore aggiunto di Catania, Sebastiano Ardita, nella lista Autonomia e Indipendenza di Piercamillo Davigo.

Insieme a lui, sono stati nominati Piercamillo Davigo (A&I), Loredana Miccichè (MI), Marco Mancinetti, Michele Ciambellini, Gianluigi Morlini e Concetta Grillo (Unicost), Paolo Maria Braggion, Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli (Magistratura Indipendente), Alessandra Dal Moro, Mario Suriano e Ciccio Zaccaro (Area). Fuori i due condidati di A&I, Ilaria Pepe e Giuseppe Marra. C’è anche il pm del processo Mafia Capitale ed ex segretario dell’Anm Giuseppe Cascini (Area), i sostituti procuratori Antonio Lepre (M.I) di Paola, e Luigi Spina (Unicost) di Castrovillari. Tirando le somme, rispetto all’attuale Csm (i togati sono in tutto 16), Unicost non muta la sua consistenza numerica, con 5 rappresentanti, Magistratura Indipendente avrà 5 togati, due in più, Area perde 3 rappresentanti su 7, e A&I ne guadagna uno.

Sebastiano Ardita, per anni direttore dell’Ufficio detenuti del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), è stato nominato all’unanimità dal plenum del Csm procuratore aggiunto a Catania lo scorso dicembre. È stato consulente a tempo pieno della Commissione parlamentare Antimafia e componente del Comitato Direttivo Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati. Procuratore aggiunto a Messina, città in cui  ha lavorato firmando alcune delle più importanti inchieste che hanno segnato la vita sociale e politica: basti ricordare quella sulla formazione alle regione siciliana costata la condanna ad 11 anni per l’on. Francantonio Genovese, o l’operazione Matassa sulla compravendita di voti, fino all’ operazione “Beta” che ha messo in evidenza il pericoloso intreccio tra mafia, massoneria e poteri economici all’ombra del clan Santapaola che sullo Stretto continua ad avere molti interessi.

Oltre all’impegnativa e coraggiosa attività di procuratore, è noto per la sua attività di ricerca scientifica, vantando decine di pubblicazioni, tra note, saggi e commenti in materia di diritto penale, procedura penale e diritto penitenziario.

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