Consultazioni, Antonio Tajani il “re di maggio” della nostra politica

aprile 21, 2018

 

 

 

La distanza fra Roma e Strasburgo, sede ufficiale del Parlamento europeo, di cui Antonio Tajani e’ presidente,e’ di 1.047,8 km. Tale distanza ,anche non disponendo di altri mezzi di comunicazione, e’ colmabile a piedi, alla media di 23,28 km al giorno in 45 giorni da un corriere che di buon passo portasse la notizia all’on. Tajani, che in Italia si è’ votato il 4 marzo e che la presentazione dei programmi agli elettori si è conclusa il 2 marzo, alle ore 24,00.
Evidentemente Tajani, ancorché indicato come improbabile “figura terza” per ricoprire la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana, una specie di “Re di Maggio” dei nostri tempi, è stato tenuto all’oscuro di tutto.
Altrimenti non si spiegherebbe come abbia potuto dichiarare in una intervista al Mattino: “più che di alchimie mi preoccuperei dei programmi, che sono ciò che interessa ai cittadini.” Forse l’on. Tajani, ormai abituato alla normativa europea, ha dimenticato che i programmi si presentano prima del voto e non dopo; che sulla base dei programmi presentatici fino alla mezzanotte del 2 marzo scorso, abbiamo votato con l’unica legge elettorale di cui disponiamo; che fino a quando non la cambieranno” ce la dobbiamo fare bastare” e dobbiamo pretendere che Partiti e Parlamento, collaborino, nell’interesse del Paese, a formare il Governo; che il presidente della Repubblica non dovrebbe, per brevità di termini assegnati, dare la sensazione che si stia recitando un rito senza fede, come quelli che andando a messa solo a Natale e a Pasqua ritengono di essersi messi la coscienza a posto.

Secondo Confindustria la crescita economica del primo trimestre, a conferma di quanto anticipato dall’Istat in occasione del forum Ambrosetti, sarà sotto le attese, con un aumento del PIL non oltre l’0,1%.  Il Fondo monetario internazionale ci “suggerisce” di tagliare la spesa primaria corrente, senza colpire le fasce deboli, e noi continuiamo a trastullarci in bizantinismi rituali che nulla hanno a che spartire con le corrette procedure di individuazione dei punti di convergenza fra i soggetti che detengono individualmente la maggioranza relativa ed uniti quella assoluta.
Non è detto che per fare i regali si debba per forza aspettare il Natale; in qualunque buona libreria si può trovare il capolavoro di Italo Svevo “SENILITÀ” da inviare a chi è giusto inviarlo con tanti auguri di buona lettura e buon riposo.

Alfio Franco Vinci

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