Controlli nei cantieri navali del porto: tre denunce

CATANIA – Residui di oli e grassi riversati per terra, che con le piogge, potevano giungere direttamente a mare e molto altro sono stati individuati dagli agenti del commissariato Borgo-Ognina, coadiuvato dall’Asp Spresal competente in materia di sicurezza dei lavori, che hanno effettuato un controllo straordinario all’interno del porto di Catania, nello specifico presso alcuni cantieri navali.

Numerose criticità

Particolare rilievo ha assunto il controllo effettuato in un cantiere navale all’interno del quale sono state accertate numerose criticità e, in particolare, la presenza di un grande capannone con all’interno un’officina destinata alla riparazione e manutenzione dei natanti, risultata in cattivo stato di conservazione strutturale per la presenza di una copertura in amianto e fessurazioni. Inoltre, l’ambiente non è risultato sufficientemente areato per l’assenza sulle parete di finestrature. Inoltre all’interno del locale sono state trovate parecchie attrezzature di lavoro che non rispettano i requisiti essenziali di sicurezza, il cui uso può risultare pericoloso durante l’utilizzo degli operatori.

Presenza di rifiuti speciali

Sono stati trovati, inoltre, dei contenitori di solventi e benzina in stato di completo abbandono e a rischio incendio/esplosione poiché in concomitanza è stato accertato un impianto elettrico in pessime condizioni. È stata accertata la presenza di rifiuti speciali anche pericolosi e la presenza di residui di oli e grassi riversati per terra in direzione mare che, con le piogge, potrebbero giungere direttamente a mare. Per le violazioni accertate e considerato che il locale officina presentava rischi specifici dovuti alla presenza di macchine difformi, amianto e vernici, è stato interdetto all’uso a tutela dell’incolumità dei lavoratori; inoltre, anche alcune imbarcazioni poste nel piazzale e stabilizzate con supporto in legno, sono state ben delimitate e interdette all’accesso dei lavoratori a causa sei pericoli connessi ai supporti su cui poggiano dette imbarcazioni e realizzati dal cantiere.

A fronte di una concessione per occupazione specchio d’acqua, il titolare del cantiere si è ampliato ormeggiando nello specchio d’acqua innanzi al cantiere e in modo del tutto abusivo, sette barche. Infine, il procuratore del cantiere, ha oltraggiato il personale dell’Asp. Per questi motivi, il titolare del cantiere navale e il procuratore anche questi di fatto datore di lavoro, sono stati indagati in stato di libertà per i reati: gestione illecita di rifiuti,  occupazione abusiva di specchio acqueo, oltraggio a pubblico ufficiale e tre reati in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Irregolare anche un altro cantiere navale

A seguire, è stato controllato, sempre sullo stesso versante, un altro cantiere navale e, anche in questo caso, anche se di minor rilievo, sono state riscontrate criticità. Nello specifico la presenza di un estintore scaduto in un locale destinato a deposito dove, tra l’altro, vi erano bidoni con all’interno materiale infiammabile mal custodito e, tra l’altro, con un pessimo impianto elettrico; il deposito di lavoro all’interno del citato cantiere è risultato in cattive condizioni strutturali per soluzioni di continuità del pavimento e per la presenza di un fatiscente impianto elettrico. I locali igienici sono risultati in precarie condizioni di igiene e di pulizia. Infine, il locale spogliatoio è risultato sprovvisto di adeguati armadietti e gli stessi erano riempiti di faldoni e altro. Per questo motivo, il gestore è stato indagato in stato di libertà per reati connessi alla sicurezza sui luoghi di lavoro.

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